USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

L’estate si avvicina e…cosa c’è di più bello di un’uscita “fuori porta” in Franciacorta?!

La Champagne italiana è ricca di storia e prestigio: oltre 100 cantine esprimono bollicine Metodo Classico dalla qualità straordinaria.

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

Vi offriamo un’opportunità unica: la visita di 2 piccoli, ma prestigiosi produttori (accuratamente selezionati) con trasferimento in pullman Gran Turismo, per darVi l’opportunità di fare tutti gli assaggi che desiderate in assoluto relax e senza il pensiero del…viaggio di ritorno.

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

Guida di eccezione del nostro tour è l’esperto sommelier Maurizio Pandolfi, già membro della Commissione di Degustazione della Camera di Commercio di Brescia, proprio per la Franciacorta). Il viaggio d’andata sarà occasione, per il nostro esperto, per raccontarVi il territorio della Franciacorta, la sua storia, i suoi aneddoti.
Naturalmente Maurizio sarà a Vostra disposizione per tutte le domande, consigli e le curiosità che vorrete soddisfare relativi al mondo del vino.
Seguirà la visita completa della prima cantina: se il tempo lo permetterà, faremo una passeggiata fra i bellissimi vigneti attigui all’azienda, poi visiteremo i locali di spumantizzazione e di affinamento, con la guida di Maurizio e della proprietaria della struttura che ci illustreranno le magie e i segreti del Metodo Classico, il modo migliore per creare uno spumante.

Al termine, in un suggestivo locale con volte a pietra, è prevista la degustazione guidata dei Franciacorta più rappresentativi della cantina e, a seguire, un ricco buffet.

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA
Il tempo di un meritato relax e, nel primo pomeriggio, si ripartirà per la seconda cantina. Anche in questo caso visiteremo, sempre con il nostro “Cicerone” d’eccezione, le vigne (tempo permettendo) e la cantina di produzione. A seguire, un’ampia degustazione guidata degli spumanti più significativi: dal Brut al Pas Dosè, dal Rosè al Saten.​

Al termine, il nostro pullman Gran Turismo ci accoglierà per riportarci comodamente a Milano, magari “schiacciando un pisolino” ristoratore…!
——————————————————————————————-

Programma dell’iniziativa per Domenica 17 giugno 2018:

– ore 9:00 – Ritrovo a Milano presso il parcheggio dell’Obelisco del Bottonuto (tra MM3 Montenapoleone/MM3 Turati e MM1 Palestro) per registrazione e saldo quota.
– ore 9:30 – Partenza da Milano dal parcheggio dell’Obelisco del Bottonuto
– Mattina e pomeriggio: visita alle cantine
– ore 19 circa – Rientro a Milano presso il parcheggio dell’Obelisco del Bottonuto

La gita si svolgerà anche in caso di pioggia.

Quota di partecipazione: 80 euro, di cui 40 euro di acconto da versare anticipatamente entro il 11/5/18, tramite bonifico bancario o tramite PayPall (i riferimenti verranno forniti in seguito all’iscrizione); l’importo rimanente sarà da versare, in contanti, direttamente il giorno dell’iniziativa, prima della partenza. La partecipazione all’iniziativa avverrà esclusivamente dopo il versamento della quota d’acconto e dopo la ricezione di conferma, tramite messaggio.

NOTA BENE
· La sola iscrizione in lista, senza il versamento dell’acconto, non sarà considerata valida per la partecipazione all’iniziativa.
· L’organizzazione si riserva di chiudere la lista in ogni momento.
· L’acconto di 40 euro euro versato a titolo di acconto sarà restituito solo in caso di annullamento dell’iniziativa da parte dell’Organizzazione .
· Non è possibile aggregarsi all’iniziativa durante la giornata, ovvero durante lo svolgimento della medesima.

per info ed iscrizioni:

info@sensiinmovimento.it  –  347/28.00.360

PROSIT! USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

 

a  Cura di Maurizio Pandolfi dal 2013 è membro della Commissione di Degustazione ufficiale del Franciacorta docg e delle d.o.c. bresciane; ha scritto un e-book sui vini naturali e ha ideato e condotto una trasmissione radiofonica interamente dedicata al vino.

IL SITO DI SENSI IN MOVIMENTO E LA PAGINA FB

pagina FB Alle Volte Spazio

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

DIETRO LE QUINTE DEL VINO saperne di più per scegliere meglio

PIRATI. IL MARE INFINITO DELL’ANIMA

PIRATI. IL MARE INFINITO DELL'ANIMA

PIRATI. 

IL MARE INFINITO DELL’ANIMA

Per allietare la nostra memoria ed i nostri sogni, un racconto che narra di pirati, vascelli, velieri e caldo potrebbe essere l’ideale per far volare il nostro pensiero dentro una storia di fantasia, ma che per magia ci cattura con serena armonia.

Tutto iniziò un giorno lontano, quando le storie di pirateria erano più importanti di qualsiasi altro evento che potesse accadere. Corsari, pirati, vascelli e velieri spagnoli e britannici da abbordare. Il calore dei Caraibi, le taverne piene di rozzi galeotti pronti ad uccidere per qualche sporco doblone.

Ma, come in tutte le storie che si rispettino, a catturare l’attenzione di chi scrive, preso dalla frenesia del sogno, e del lettore, rapito dalle parole, c’è il protagonista. Ed il nostro, è un giovane ed avventato pirata, iniziato alla carriera sulla nave del grande pirata Barbarossa, dove era il mozzo tuttofare.

Cresciuto con ciurme di tutti i generi, allenato ai sette mari, il giovane crebbe fino a quando, un giorno, se ne andò. Prese un piccolo Sloob, imbarcazione di piccola stazza, comprato con i risparmi di una vita e, con altri tre uomini, amici fedeli, prese il largo.

Di lui non si ebbero più notizie per alcuni anni, fino a quando, una notte, una di quelle dove la luna splendente sul mare veniva pian piano offuscata da quella fitta nebbia, che si addensa fino a creare una coltre spessa e spaventosa, dove nelle ossa ti vengono i brividi di terrore pensando alle leggende delle navi fantasma, si vide una sagoma nera, in lontananza, mischiata con le nebbia grigia ed i raggi pallidi della luna, una stazza imponente che stava arrivando nella baia dell’isola di Norman, nell’unica insenatura conosciuta in cui poter sbarcare. Si, l’isola di Norman, conosciuta successivamente negli anni come l’isola del tesoro. La stazza dell’imbarcazione fendeva la nebbia come un coltello tagliente, quasi a far capire che avrebbe potuto osare di tutto. La nebbia sembrava muoversi al suo passaggio e, come improvvisamente calata, così di li a pochi istanti si diradò, svelando la nave, un poderoso veliero, con cannoni luccicanti come fossero d’argento, vele di un bianco lucente che nemmeno le stelle potrebbero esserlo di più. Una ciurma composta da prodi combattenti, armati ed abili, circa 60 uomini, e poi lui, il giovane partito anni prima con una piccola imbarcazione, comandante di un veliero da mille ed una notte, sconosciuto a tutti ma non ai suoi uomini. Il suo nome era Enry Fly ma lo chiamavano Silver, comandante del Veliero Blade Sea.

La curiosità dicono sia donna, ma non sempre è così. Silver aveva una morbosa voglia di sapere il suo nome. La cena iniziò, e di li a poco egli non resistette ” Mia signora, la vostra presenza illumina tutta la stanza, ancor di più della luna che splende, e delle stelle che brillando rendono luminosi i vostri occhi. Vi prego, concedetemi l’onore di conoscere il vostro nome”

” Volevo farvi stare sui carboni ardenti fino alla fine, ma siccome il vostro comportamento è degno di un vero pirata gentiluomo ve lo dirò. Mi chiamo Isabelle Carugue, ma tutti mi chiamano Lady Black”

Andarono avanti a chiacchierare, bere e mangiare tutta la notte. Le diede una camera della nave, la sua camera, quella del comandante, e lui andò in un’altra stanza, per farle capire che la sua galanteria era vera.

Una sera, come solito essere, Silver salutò Isabelle augurandole la buona notte. Lei a voce bassa, per la prima volta, disse ” Rimani. Sta sera non andare. Vorrei che tu iniziassi a rimanere….” Lui si bloccò, sentii il suo cuore fremere e palpitare talmente forte che nemmeno l’adrenalina delle battaglie più feroci lo fecero pulsare così. Un brivido, un tremito, un calore freddo ma dolce lo avvolse. Si girò verso di lei, stupendamente luminosa con i raggi di luna che la colpivano dalla finestra della poppa. Incantevole visione di una donna con i capelli ricci raccolti con la coda, il viso leggermente chino, lo sguardo dolcemente caldo verso di lui. E lui con calma e tranquillità chiuse la porta della stanza, le si avvicinò, le accarezzò il viso, così vellutato da sembrare il petalo di una rosa, le sfiorò i capelli spostandoli dalle sue guance, annusò il suo profumo, un profumo naturale, creato con estratti di gelsomino ed orchidee, inebriante più del miglior vino, la fissò negli occhi. Lei era appoggiata con la schiena ad una colonna in legno lavorata del letto, con le braccia dietro di se. Le labbra si avvicinarono. Il bacio. Oh sì, quel fatidico bacio aspettato da così tante lune, quel sapore di frutti di bosco delle sue labbra, quel bacio, che racchiudeva tutte le parole che si dicono in silenzio. Il vero primo loro bacio appassionato. E la notte era appena iniziata, lunga, con lieve brezza estiva, non troppo calda, ideale per permettere a due amanti di gioire dei loro piaceri, di soddisfare le loro esigenze erotiche. E che mattina diversa, svegliarsi con lei accanto, guardarla nel sonno, accarezzarla, tenerla a lui, proteggerla, e lei sorridente nel sonno, felice. Felice di aver fatto il primo passo, contenta di come tutto stava andando. Magari in fretta, ma forse doveva essere così.

Tutti immobili, senza parole. Era la prima volta che vedevano, Silver ed Isabelle compresi, una “Nave Fantasma”. Alla deriva, vele rotte e squarciate, albero maestro rotto per metà. Silver ordinò agli uomini di “arpionarsi ed agganciarsi”.  Si fissarono all’imbarcazione. Alcuni uomini avevano paura avendo più volte sentito storie di fantasmi e scheletri che vivevano sulle navi fantasma e che non potevano essere uccisi. Silver, Lady Blake ed alcuni uomini salirono a bordo del vascello. Spada in una mano, pistola armata nell’altra.

Iniziarono ad esplorare il ponte. Tutti vicini a guardarsi le spalle l’uno con l’altro. Nulla, nessuna ombra di equipaggio. C’erano bauli chiusi, botti, cannoni arrugginiti e con alghe incrostate sopra. Salirono sul ponte di comando, entrarono nella poppa della nave guardando sempre con cautela eventuali ombre in movimento. Arrivarono nella cabina di comando, la porta era socchiusa. Silver lentamente la aprì, un forte cigolio, quello di una porta che era li bloccata da molto molto tempo. Un sobbalzo, un sussulto, alcuni uomini iniziarono a tremare. La scrivania del capitano, la sua sedia di comando, e li, come se li stesse aspettando, il comandante. Cappello blu, o almeno quello che ne rimaneva, ma cappello da corsaro, giacca blu e grigia, anche quella mezza consumata dal tempo, con bottoni d’oro inverditi dall’umidità. E poi lui, ormai scheletro, senza più carni, senza più pelle, con in mano ancora la sua pistola.

 

PIRATI. IL MARE INFINITO DELL'ANIMA

 

Read morePIRATI. IL MARE INFINITO DELL’ANIMA

BUON 2018

BUON 2018

Il 2017 che sta andando via e’ stato un anno davvero difficile e complesso ma mai arrendersi, mai farsi sopraffare, mai cedere e, soprattutto, imparare a godere delle piccole cose, delle sfumature, dell’ottimismo perché domani potrebbe essere migliore e quindi, cerchiamo sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno. Le conquiste, anche piccoline, sono quotidiane….bisogna guardarle e goderne.

 

Buon anno a tutti dal Team di 50annieround e dalla sua pagina FB

Read moreBUON 2018

INSALATA DI PASTA CON ZUCCHINE JULIENNE

INSALATA DI PASTA CON ZUCCHINE JULIENNE

INSALATA DI PASTA CON ZUCCHINE JULIENNE

D’estate si prediligono piatti freddi e leggeri, ma io se non mangio pasta dopo un po’ ne sento la necessità …. da buona napoletana.

Cosa c’e’ quindi di meglio di un’insalata di pasta gustosa e saporita, però fredda. Ottima anche il giorno dopo.

INGREDIENTI x 4

  • 1/2 vasetto di fagioli corona
  • Pate’ di olive taggiasche
  • Pasta d’acciughe q.b.
  • 2 agli
  • 4 foglie grosse di basilico
  • Olio extravergine di oliva
  • 150 gr. di zucchine crude tagliate a julienne
  • Sale
  • Pepe verde o peperoncino
  • 400 gr. di Tortiglioni

Alcuni ingredienti utilizzati

 

 

Read moreINSALATA DI PASTA CON ZUCCHINE JULIENNE

PASSIONE KENYA, IL MAL D’AFRICA DI BARBARA.

PASSIONE KENYA, IL MAL D’AFRICA DI BARBARA.

Ho conosciuto Barbara di recente e mi ha molto affascinato la sua storia . Un anno fa e’ andata a fare una vacanza in Kenya a Watamu e non sarebbe mai più tornata.

Non dista tantissimo da Malindi e da Mombasa sulla costa, e dal Watamu Marine National Park. Nel 1968 a Watamu è stato istituito il Parco Marino Nazionale e la riserva marina, nel 1979 la zona è stata dichiarata Zona protetta per la biosfera marina da parte delle Nazioni Unite.

Splendide sono le spiagge bianche  e i villaggi che l’hanno colpita al cuore.

Tornata da quel viaggio, mi racconta, per mesi, ha sentito un richiamo molto forte a tornare, ma il lavoro, i bambini, la famiglia gli impegni … non era certo immediata la possibilità di allontanarsi ancora per parecchi giorni.

Però poi e’ arrivato il momento in cui quel richiamo ha avuto ascolto e Barbara e’ partita, da sola, alla scoperta di questo irrefrenabile desiderio di ritornare su quella costa, in quei luoghi.

Giunta lì, ha chiamato i suoi “ragazzi” locali, conosciuti nel precedente viaggio e ha chiesto loro di visitare l’interno, di conoscere usi e costumi dei loro villaggi, le loro famiglie, il loro cibo.

Così si e’ avviata in questa avventura incredibile e coraggiosa ed e’ andata nei villaggi a vedere come vivono i “suoi Angeli Custodi Africani” come li chiama lei. In effetti, da sola non sarebbe potuta andare, ma da quello che mi racconta questi ragazzi si sono rivelati preziosi e riconoscenti e quindi si e’ creato, nel tempo, un rapporto di fiducia reciproca incredibile. Parlano benissimo l’italiano perché fanno le guide turistiche da settembre a marzo, il periodo cosiddetto di alta stagione.

Sono Valentino, Bob, Cervello i soprannomi e, i nomi originali,   Kaingu , Abdillah e Alliuh.

Siamo spesso abituati a vedere l’Africa attraverso i villaggi turistici, ma poco sappiamo della vita reale in questo paese.

Barbara mi racconta che quando e’ andata al villaggio la prima volta erano tutti molto diffidenti. I bambini all’inizio si avvicinavano titubanti e con qualche caramella e matite colorate e qualche confezione di biscotti era riuscita a farli avvicinare.

Le madri a debita distanza tengono sotto controllo ogni suo gesto  e non si avvicinano. Osservano, guardano, senza perderla mai di vista.  Mute, non rivolgono la parola, non rispondono alle domande. E’ evidente la povertà e la semplicità della loro quotidianità.

Gli uomini rientrano dalla costa solo durante il weekend,il resto della settimana vivono al mare e guadagnano grazie alla pesca.

Il governo, nonostante riceva beni di consumo per le popolazioni non consegna cibo gratuitamente, anzi. I sacchi di farina vengono venduti a prezzi piuttosto elevati; la  gente vive di pesca, qualche mercatino di manufatti e tessuti tinti da loro ma non hanno un commercio tale da vivere bene e  non hanno stipendi  ed e’ evidente la povertà soprattutto all’interno.

Quindi spesso , va  in città a fare un po’ di spesa per portare qualche prodotto.

Sacchi di farina sono indispensabili perché  una specie di piadina umidiccia  e’ la base dei pasti principali e accompagna carne e pesce con verdure.  A causa delle temperature e mancanza di frigoriferi i bimbi non bevono molto latte, così acquista anche scatole di latte in polvere. Per fortuna e’ una zona dove le fonti di acqua non mancano e quindi e’ ricca di vegetazione e alcuni frutti.

Mi ha tanto  impressionato la descrizione che  mi ha fatto delle donne di questi villaggi. Dapprima lontane, con occhi grandi che non si stancano mai di tenere sotto controllo la situazione e i suoi gesti di “intrusa”, per giunta bianca. Ma di giorno in giorno, quella distanza che le donne hanno messo tra loro e lei, pian piano si accorcia fino a scambiare due fonemi verbali.

Così Barbara impara che i convenevoli, nel momento in cui finalmente il ghiaccio viene rotto, sono lunghi e ripetitivi, ma e’ un cerimoniale necessario e rispettoso dei loro usi.

Per cui non basta un “Ciao” ma un “Ciao, come stai? Stai bene? – Bene si, grazie e tu?  – Bene, grazie anche io e tu?…. e non si finisce più in questo lungo saluto di benvenuto.

In compenso, grazie all’aiuto dei suoi “Angeli” che traducono il saluto, le sue parole, le sue domande, Barbara insegna come usare un bagno schiuma e shampoo gigante ma che basta a tutto il villaggio.

Hanno acqua ma non corrente. Su un ramo d’albero e’ posizionato un catino pieno di acqua che si capovolge, e quindi svuota in una sola volta tutto il contenuto. Insegna a loro ad usare poco sapone, assai schiumoso. Quindi prima ci si insapona, compresi i capelli e poi si va sotto il catino in due.

Le giornate di Barbara si riempiono della loro ospitalità e quindi, l’onore più grande e’ essere invitata alla loro tavola.

Il connubio si e’ creato e si inventano nuove amicizie fatte da culture diverse e abitudini tanto distanti.

Ma Barbara si rende conto di quanta generosità ci possa essere tra questa gente che l’ha accolta con diffidenza ma , nel tempo, come un ospite pregiato e un’amica.

Si e’ fatta accompagnare dappertutto e ha deciso che almeno 2 /3 volte l’anno deve assolutamente tornare in quei luoghi. Ha scoperto ville di privati bellissime sulla spiaggia pronte ad accogliere turisti.

Sono ville non appartenenti ad agenzie di viaggio o a tour operator ma a persone locali. Tra l’altro, inaspettatamente, in quella zona parlano benissimo l’italiano e i turisti vengono accolti con grande entusiasmo e servizi di ogni genere. Il posto e’ bellissimo, ha l’aria di essere ancora in via di sviluppo ancora da scoprire ancora da vivere. Il mare e’ meraviglioso con fondali chiarissimi e ricchi di stelle marine e pesci colorati. In effetti, leggendo la storia di Watamu ( in fondo all’articolo), si scopre che e’ recentissima e solo da qualche decennio e’ diventata zona turistica.

 

Ho la sensazione che la zona non e’ stata ancora assalita e deturpata dalla ricca civiltà fatta di resort altolocati e dai nomi ridondanti  delle grandi agenzie di viaggio internazionali e dove in mezzo al niente trovi  l’aria condizionata e le lenzuola di lino. Vanno bene le comodità, ma in questi posti mi aspetto un po’ di “selvaggio” non l’extra lusso.

Ricordo il mio primo viaggio alle Maldive: 2 settimane 2 isole diverse. Nella prima la sera pur cambiandosi per la cena eravamo a piedi nudi; nella seconda addirittura l’abito lungo.

Mi aspetto di vedere gli arredi fatti con legni di essenze locali, non ottone o plastica. I tessuti tinti dalle donne dei villaggi e non di Etro.

Penso che Barbara sia rimasta incantata da questi luoghi perché e’ un posto ancora abbastanza vergine, ancora genuino, dove il pescatore ti vende il pesce appena pescato e al mercato trovi ciò che mangiano loro.

Per questo lei  ha deciso di dare una mano a queste persone divulgando la possibilità di affittare le ville per le vacanze di quella zona così bella .

Il Kenya ha passato lunghi periodi difficili e l’economia adesso deve ripartire per riportare turismo in luoghi spettacolari e dare la possibilità, anche alle zone interne, di rivalutarsi, di poter costruire strutture e infrastrutture. Di avere un’economia per il futuro di tutti quei bimbi con gli occhioni neri che Barbara sta vedendo crescere per aiutarli a studiare e per un  futuro migliore.

Barbara con due bambini, un lavoro, un marito ha deciso che una parte della sua vita deve essere dedicata a loro. Ogni volta che torna a Watamu, trova una seconda famiglia a cui si e’ affezionata e loro a lei come un punto di riferimento e supporto. Ogni viaggio  porta cose molto semplici come il bagnoschiuma , ma mi confessa che riceve molto di più di quanto lei regala.

Il solo conquistare la fiducia e la gratitudine di un villaggio credo sia una ricchezza davvero incomparabile.

Le ville che Barbara ha preso in carico si trovano tutte a Watamu direttamente sulla spiaggia e qualcuna a Garoda,  lì vicino. Security e pulizie sono  giornaliere. Queste spiagge stanno diventando le perle della costa sorpassando la famosa Malindi.

Sono ad un passo da  Marketing e ristorantini tipici; il cambio con l’euro e’ estremamente favorevole per cui chi va a fare una vacanza laggiù’ può tranquillamente pranzare e cenare nei locali tipici.

 

Crostacei a volonta’

Barbara gestisce privatamente con i proprietari gli affitti e le vendite, quindi i costi sono decisamente molto più contenuti.

I voli da Milano arrivano soprattutto a Mombasa che dista un paio di ore di macchina da Watamu e anche i  transfert da e per l’aeroporto li organizza lei con guide e macchine.  La zona e’ ricca di paesaggi da vedere ed escursioni da programmare che si possono fare in moto, macchine jeep o tuk tuk a seconda dei gusti personali e delle distanze.

 

 

Chi è interessato alle ville riceve direttamente da Barbara,  foto e  info con tutte le escursioni possibili  accompagnati da uno degli “Angeli”  che parla perfettamente italiano.

 

 

 

Mi viene una voglia pazzesca di fare una vacanza da quelle parti leggi la storia di Watamu e scopri la magia di questo posto incredibile.

Watamu è una parola Swahili che significa “popolo gentile”.

La storia di Watamu  IL VILLAGGIO DELLA GENTE DOLCE E UNA FAMIGLIA IRLANDESE…

Read morePASSIONE KENYA, IL MAL D’AFRICA DI BARBARA.

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

Un campione e un talento del calcio italiano vestito da uomo normale con sentimenti veri

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

Ho visto l’addio di Totti al calcio, commossa e ammirata da quest’uomo che pur giovane lascia il pallone. Io non so se e’ stata una sua decisione o degli allenatori, presidenti ecc. ma non mi e’ parso che la scelta sia stata serena, anzi mi sembra obbligata per raggiungimento di eta’, o pressione di altri. Non sono una sportiva e quindi parlo in modo semplice, sentimentale e per niente tecnico.

Il lungo giro del campo accompagnato da moglie e figli mi ha colpito per l’intensità degli sguardi tra loro, l’intesa della tensione del momento e della tristezza dell’abbandono; gli sguardi e le lacrime dei primi due figli e, ogni tanto, quelle piccole mani ad accarezzare il padre comprendendo il momento, capendo “ l’eroe” e l’uomo oltre che padre.

Mi e’ sempre piaciuto Totti, mi ha sempre fatto ridere questo personaggio scanzonato, ingenuo, finto tonto. Dalle barzellette alle pubblicità a cui mai ho fatto zapping per evitarle

Buffo! Ha creato quest’immagine di leggerezza che fa sorridere. Ha l’aria dell’uomo buono, del papa’ che gioca con i propri figli. Durante quel giro di campo più volte ha preso in braccio la piccola Isabel con una tenerezza di un gesto abituale e non costruito per l’occasione.

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

Lo speaker ha spesso sottolineato, durante la diretta, come l’immagine di Totti fosse legata alla famiglia a partire dai genitori e, in sordina, tutti sanno quanta beneficenza ha fatto in questi anni.

Certo non e’ uomo da preoccuparsi, ha guadagnato talmente tanti soldi che non sarà questo il suo problema. Penso però che si senta solissimo in questo passaggio e in questa crescita come lui stesso l’ha definita. Bello il concetto che adesso deve abbandonare i pantaloni corti e le scarpette e crescere, come se il calcio fosse stato per lui un meraviglioso gioco spensierato. Del resto ammette beatamente che la capacità istintiva che ha nei piedi, il suo talento, e’ certo molto più facile di tutto ciò che lo aspetta anche perché e’ ignoto. E forse pensa di non saper far altro che tirare calci al pallone.

Altrettanto unico il concetto di rimanere fedele alla sua maglia e squadra sempre e comunque. Nonostante strepitose offerte in altri lidi.

Mentre sentivo la diretta pensavo a quanto un atleta, di evidente talento e generosità, possa nel mondo di oggi essere un esempio per tanti giovani.

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

Oggi che abbiamo una società così complessa e complicata in cui, dove ti giri vedi e ascolti disastri, avere un uomo in cui credere, da prendere ad esempio, da imitare e’ certo più efficace di qualsiasi altra terapia.

Bravo Totti, con gli occhi lucidi, le mani nei capelli, quasi non volessi viverla quella giornata di addio. Bello lo sguardo tra te e i tuoi splendidi bambini; quante frasi non dette ho visto in quei momenti mentre accarezzavi moglie e figli.

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

 

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

Chi sarà Totti domani? Un allenatore? Il presidente di una grande squadra? Un tecnico?

E chi lo sa, anche se sono certa abbia già proposte di ogni genere da vagliare, ma nulla, credo, potrà mai accostarsi alla passione per il campo, le partite, i goal.

La lettera ai suoi tifosi?  E’ stata onesta, letta mentre solcava il prato verde del campo, scritta con sincerità e raccontata col naso che tirava su, come fanno i bimbi dopo il pianto, e chiedendo aiuto e supporto per la paura di affrontare il futuro senza la palla tra i piedi.

 

«Grazie Roma, ai miei parenti e agli amici. Grazie a mia moglie e ai miei tre figli. Ho voluto iniziare dai saluti perché non so se riuscirò a leggere queste righe. Penso sia impossibile raccontare 28 anni in poche frasi, vorrei farlo con canzoni e poesie e so esprimermi attraverso i miei piedi, mi viene tutto più semplice. A un certo punto della vita si diventa grandi, maledetto tempo! È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passare in fretta, non vedevamo l’ora di sentire il triplice fischio e ho ancora la pelle d’oca.

Ora il tempo mi ha detto di togliermi gli scarpini e che sono un uomo, non posso sentire più l’odore del campo e l’adrenalina di giocare. Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Voglio dedicare questa lettera a tutti i tifosi, siano essi bambini o grandi. Mi piace pensare che la mia carriera sia una favola da raccontare per voi.

Ora è finita veramente, mi levo la maglia per l’ultima volta, la piego per bene anche se non sono pronto per dire basta e forse non lo sarò mai. Scusatemi se non ho chiarito i miei pensieri ultimamente ma spegnere la luce non è facile, ho paura e non è come tirare un calcio di rigore. Stavolta non posso vedere cosa ci sarà dopo, concedetemi un po’ di paura perché non so che ci sarà, ho bisogno dei miei tifosi e del loro calore. Col vostro affetto potrò iniziare una nuova avventura, ora voglio dire grazie a chi ha lavorato accanto a me in questi anni e ai tifosi e alla Curva Sud.

Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano è stato un onore. Siete e sarete sempre nella mia vita, smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Scendo le scale, vado nello spogliatoio che mi ha accolto bambino e che ora da uomo lascerò. Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore. Vi amo».

Poi ha raggiunto un ragazzino di 11 anni delle giovanili della Roma e gli ha consegnato la fascia da capitano. Un passaggio di consegne di sogni.

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

 

Ciao Campione, spero proprio di vederti presto in qualcosa che ti entusiasmi tanto quanto il pallone.

 

NON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

Lettere d’amore di 6 giornalisti al Capitano…..una piu’ bella dell’altra

Read moreNON SONO TIFOSA E NEANCHE ROMANISTA, MA TOTTI E’ TOTTI.

CROSTATA DI PERE SANTA MARIA

CROSTATA DI PERE SANTA MARIA

CROSTATA DI PERE SANTA MARIA

Ho comprato delle marmellate fatte dalle suore della Casa di Gesu’ a Laveno, sul lago Maggiore….che ci faccio oltre a pane burro e marmellata per la colazione?? Una bellissima crostata ricca.

Ingredienti:

  • Pasta frolla
  • 2 pere S. Maria (le ho scelte per il colore verde e rosso)
  • Uva passa gigante q.b.
  • Mandorle affettate q.b.
  • Marmellata di pesche e mele
  • 1 limone
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 6 amaretti

CROSTATA DI PERE SANTA MARIA

Read moreCROSTATA DI PERE SANTA MARIA

CI SONO CANZONI CHE FANNO VOLARE CON LA MENTE

CI SONO CANZONI CHE FANNO VOLARE CON LA MENTE

CI SONO CANZONI CHE FANNO VOLARE CON LA MENTE

Oxford Brogue

XVI – V – MMXVII

Ci sono canzoni che, come si, sa fanno volare con la mente.

Fanno tornare indietro nel tempo. Le storie che raccontano sembrano a volte le nostre.

Ed io, ascoltandone alcune, torno con la memoria al giorno che incrociai nella mia strada un’ amica. Storie diverse ma accumunati da anima e cuore. Ci si confida raramente ma a volte accade che per sensazione o visione astrale entri in sintonia con quella persona.

Da quel momento ci si iniziava a sentire spesso. Racconti, storie, sfoghi dell’anima. E poi iniziai a scrivere per lei nel suo splendido portale.

Ma un giorno ci allontanammo, non per screzi o litigi, ma per scelte di cammino diverso, che ci ha spostato il baricentro dell’amicizia in secondo piano per vari motivi, vuoi anche nostri personali.

Ma i pensieri volano. L’amicizia va oltre ad ogni barriera.

E anche se presi da frenesia lavorativa,  nuovi incontri e nuove compagnie, la lealtà ed il rispetto la faranno sempre da padrone.

Ci si sente, di rado, ma ci si sente. Ci si sostiene con parole di conforto reciproco quando qualcosa va storto. Ci si promette anche un caffè come capitava una volta.

Ma la distanza ed il lavoro a volte ci blocca.

Una promessa le feci.

Un pensiero serio ancora in esclusiva per il suo portale. E questo è il mio ringraziamento.

Di una persona che tramite lei ha aperto gli occhi su strade percorse.Una persona luminosa.

Da lei ho avuto insegnanti di vita. Ha avuto del tempo per me. Ed il tempo non ha prezzo.

I miei migliori racconti sono nati lì, nel suo mondo virtuale. E ricorderò sempre il racconto fatto su due ragazzi e la loro madre incontrati per caso in una zona di New York.

La vita insegna sempre.

Insegna a vivere con il sorriso anche se spesso non si riesce nemmeno ad alzare gli occhi per guardare le persone. Si impara a cadere rimanendo comunque in piedi. Ma soprattutto si capisce il vero valore dell’amicizia, non fatta per convenienza o secondi fini. Ma perché reale sincera e rispettosa.

Io ringrazio te Patrizia per avermi permesso di migliorare la mia vita capendo il percorso di vita e spirituale da intraprendere. E la mia amicizia, quella reale e quella fantastica del misterioso Oxford Brogue, sarà per sempre senza esitazioni

E chi volesse capire il vero peso della lealtà, basta che provi ad essere presente quando arriva una richiesta di aiuto, di ascolto, di voglia semplicemente di parlare. L’amicizia è stare a sentire, ma ascoltando non facendo solo presenza.

Grazie del tuo tempo

“Per te. Per la tua lealtà. E per la tua amicizia. Una promessa ti feci ed una riflessione ho scritto. Se pensi che valga la pena pubblicarla fallo. Altrimenti tienila nel tuo cuore. Sei una donna  unica e speciale. Non mollare mai perché mi hai insegnato a non farlo e a non perdermi nelle ombre e nel buio”

Questo pensiero di Oxford e’ arrivato ieri sera, come un fulmine a ciel sereno e inaspettato. Mi ha lasciato di sasso, non credevo, non pensavo.  Mi ha commosso a tal punto che ho voluto tenerlo per me, solo per me per qualche ora prima di pubblicarlo. L’ho fatto accoccolare a fianco al battito del cuore, l’ho fatto danzare al suo ritmo, l’ho fatto addormentare al suo rintocco.

 Stasera ve lo regalo

Oxford, come piu’ volte ho scritto ha un animo d’altri tempi e i suoi racconti sono impregnati di sentimenti puri rarissimi nel mondo di oggi; leggerli e’ un toccasana per la mente e il cuore.

Vola alto Oxford, non ti fermare. Osserva col tuo sguardo profondo cio’ che ti circonda, pronto ad esserci, sempre.

Grazie, amico prezioso.

Altri racconti di Oxford Brogue

E la sua pagina FB

Read moreCI SONO CANZONI CHE FANNO VOLARE CON LA MENTE

SFOGLIA CON ZUCCA E RUCOLA

SFOGLIA CON ZUCCA E RUCOLA

SFOGLIA CON ZUCCA E RUCOLA

Ormai la rucola e’ per me peggio del prezzemolo, ma devo ammettere che il suo sapore amarognolo con la zucca e’ una vera rivelazione.

 

INGREDIENTI

  • 1 cipolla bionda
  • 1 confezione di zucca a cubetti
  • 250 gr. ricotta
  • 2 uova
  • 1 mazzetto di rucola
  • 1 / 2 mezzo misurino di dado granulare
  • 1/ 2 mezzo bicchiere di vino rosso
  • 50 gr. parmigiano
  • 1 confezione di pasta sfoglia
  • Olio
  • Sale
  • Pepe verde
  • Zenzero
  • Noce moscata

Read moreSFOGLIA CON ZUCCA E RUCOLA

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Anche quest’anno una meravigliosa avventura per gli occhi, un po’ meno per le gambe che hanno percorso svariati chilometri senza accorgersi, al momento, della lunga passeggiata, ma il giorno dopo si sono sentiti tutti…quei chilometri, ben 6.

Il percorso breve della Stramilanina da 5 km.

Da Paolo Sarpi alla Statale, passando per Microsoft House (il primo edificio italiano progettato da Herzog & De Meuron) Brera, l’Accademia, l’Orto di Leonardo, via Manzoni, piazza della Scala e  il Duomo.

Che magnifica passeggiata in compagnia di un’amica e tra un commento e l’altro, una foto e l’altra non ci siamo nemmeno accorte che arrivava sera.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Microsoft House, la biblioteca dove, lassù, sull’ultimo scaffale piccolo piccolo ci stanno solo 3 libri

Una micro cellula di Chalet, c’e’ persino lo spazio per la legna del camino

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Giornata meravigliosa per questa avventura

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Il Signore con la cartella in mano sembra un ministro di passaggio a Milano. Dopo Microsoft iniziano le prime istallazioni di Brera Design District.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina
Da Agape, la semplicita’ lineare

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Agape: una vasca da bagno, pezzo unico in pietra naturale. Oltre il prezzo della vasca andrà valutato il rinforzo della soletta per il peso della vasca piena d’acqua!!! Meglio chiedere un preventivo prima d’innamorarsi e volerla a tutti i “costi”.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E’ sparito il piano cottura, va di moda il fornello in ghisa direttamente per terra!!!!

Marmi pregiati ospitano i fuochi. La domanda e’ lecita: ma lo schizzo d’olio, la zucchina che saltata fuori dalla adella? Oddio il marmo!!!

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Son belli anche i cortili milanesi. Li scopri solo se butti l’occhio.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Le bandierine rosse e l’ingresso ufficiale a Brera Design District

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E l’istallazione di Cappellini che apre le danze….

‘Dettagli Urbani’, la mostra patrocinata dal Comune di Milano e realizzata da Bellosta Rubinetterie in collaborazione con l’Accademia di Brera che ha permesso a 16 giovani fotografi del Master di Fotografia dell’Accademia di Brera di raccontare, attraverso i propri scatti, il legame formale ed emotivo tra le grandi architetture milanesi e i prodotti simbolo del design Made in Italy.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina
A presentare i contenuti della mostra, allestita in Largo Treves  l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani con la Direttrice del Master di Fotografia dell’Accademia di Brera, Paola Di Bello, e Maurizio Bellosta, Amministratore Delegato di Bellosta Rubinetterie.

Anche Boffi espone fornelli senza piano di cottura e con le manopole direttamente inserite nel marmo, notare la cura con cui sul fianco la gessatura della pietra viene rispettata come per un abito sartoriale.

I costi? Sono ancora prototipi ma all’incirca € 1500 a mq.

Da architetto donna ho sempre badato tantissimo non solo all’estetica ma anche alla pratica. E’ vero che piani di cottura così cari presuppongono personale di servizio e quindi chi se ne frega di quanto tempo ci vuole a pulirli; ma anche il personale di servizio ha i suoi giorni di riposo e di vacanza e devono conoscere la manutenzione di oggetti così pregiati e anche la casalinga occasionale come lo pulisce questo benedetto fornello?

Il marmo o le pietre sono porose e assorbono qualsiasi liquido macchiando la superficie. Un fornello di tale portata non e’ brutto se e’ macchiato, e’ ORRIBILE.

Seguite, quindi, le istruzioni che vi dara’ l’azienda produttrice, altrimenti niente garanzia, ma tenete sempre di scorta una bomboletta di Viava.

Ho in casa dei piani in Beola levigata ma non vetrificata, li mantengo senza macchie da molti anni col trucchetto del Viava sulle macchie che cucinando, inevitabilmente, si fanno.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Lo Show room di Boffi in Via Solferino, 11 e’ un antico palazzo milanese e devo dire che gli allestimenti studiati per il Fuorisalone 2017 erano di gran gusto e ricercati.

Brise soleil per tenere in ordine il bagno e forme a tutto tondo per vasche e lavandini

Cortile interno e ultimo piano con finestre di grande effetto.

Una trama di maglieria per Missoni: Allestimento semplice ma di grandissimo impatto cromatico, grazie anche alla splendida giornata che ha illuminato i colori sgargianti delle pareti. Il “Dopomak” d’alluminio alle colonne ha contribuito a far esplodere tutte le nuance delle tinte.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Ed eccoci all’Appartamento Lago in Brera e “1 metro di libri  in ogni casa”

È la gentilezza il leitmotiv degli eventi organizzati da LAGO in occasione del Fuorisalone 2017 coinvolgendo il pubblico proponendo laboratori per bambini, tavole rotonde e consulenze – dal trucco all’hair styling, dallo yoga all’arte dell’origami floreale – a partecipazione gratuita, in collaborazione con esperti dei diversi settori.

Degustazioni gratuite, aperitivi free e colazioni “gentili”.  LAGO partecipa  al Fuorisalone 2017 sottolineando il rapporto tra cucina e design, valorizzando il desiderio di condividere il cibo e lo spazio con “gentilezza” che è un pensiero in grado di travalicare generi e classi sociali e proprio in questo va ricercato il suo grande potere di generare cambiamento.

L’invito e’ lasciare un post-it con un pensiero gentile.

E la parete dedicata si riempie di foglietti e di scritte….e perché no!

Un groviglio di abiti, borse, scarpe….una montagna di stracci che, francamente, non mi e’ piaciuta, ma tutto sommato il messaggio aveva il suo perché.  Davanti alla Pinacoteca, si ergeva una versione maxi dell’iconica poltrona UP5 con il pouf UP6 di Gaetano Pesce realizzata in collaborazione con il centro Artemisia Onlus, il Comune di Milano e con il supporto di Gobbetto Resine e Robertaebasta. La versione gigante della seduta, dalle fattezze femminili, si presentava “sommersa” da indumenti ricoperti  di resina, precedentemente utilizzati da donne provenienti da ogni parte del mondo. Un  monumento alla donna.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

E finalmente la Pinacoteca, curiosa, affascinante, ricca di gente e di istallazioni.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Una bella spiaggia con sabbia vulcanica per un po’ di relax

‘White in the city’, riempie il cortile e i loggiati della Pinacoteca di Brera di installazioni firmate da archistar come Giulio Cappellini, David Chipperfield, Daniel Libeskind, Patricia Urquiola, Stefano Boeri, Marco Piva e studio Zaha Hadid. Per l’allestimento a Brera dell’iniziativa di Oikos, i curatori hanno chiesto a diversi designer di intervenire con un frammento di architettura che rappresentasse una sintesi del proprio lavoro.

Usciamo nell’Orto Botanico di Brera per ammirare la splendida glicine secolare che arriva fin su all’osservatorio, non si riesce nemmeno ad inquadrarla tutta.

Istallazione curiosa di Guzzini, tutta in pregiato plex.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Uscite dall’Orto Botanico c’imbattiamo in una schiera di vecchie Fiat 500, di cui questa arancione contornata di piantine nuova Guinea invita ad un picnic in mezzo ai campi!!!!

Dopo qualche altro chilometro, finalmente arriviamo in Statale.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Mostra ‘Material-immaterial’ organizzata dalla rivista Interni per il Fuorisalone. Macro-installazioni dei migliori designer contemporanei (come Antonio Citterio, Italo Rota, Michele de Lucchi, Massimo Iosa Ghini e Ron Arad), giochi di specchi, focus sul Brasile e sculture iconiche.

Tanto colore e musica, sperimentazioni e modernità ma anche un pezzo di storia e archeologia.

Il Chiostro della ghiacciaia.

E ancora un bailamme di attività.

La passeggiata volge al termine, scende il sole e si ritorna a casa.

FUORISALONE 2017 QUASI UNA STRAMILANO, anzi Stramilanina

Ci vediamo al Fuorisalone 2018

 

error: Contenuto protetto !!

Pin It on Pinterest