THANK YOU!!! 20.500 VIEWS

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Un grazie al Team di 50anni&round che ha lavorato assiduamente per ottenere questo risultato in poco meno di 5 mesi.

Un grazie ai vecchi amici che, fin da subito, hanno iniziato a seguirci e ai nuovi  che ci hanno letto.

Un grazie speciale a Jacopo e Veronica che sono stati, ancor prima d’iniziare, veri e propri “followers”.

Ancora grazie a Susy Grossi che ogni settimana puntualmente ci regala gli astri con descrizioni delicate, graziose, a volte severe, ma sempre, con grandissima passione.

Da gennaio 2016 Susy ci regala anche il ciclo della luna e come influisce sui nostri segni zodiacali

Grazie a Michelle Kling che ci trasmette il suo charm, la sua classe, la sua profonda eleganza nei modi, e gentilezza negli scritti e negli argomenti trattati. Non si ferma mai, e’ presente agli eventi milanesi in svariati settori interessando i lettori sugli argomenti piu’ disparati. Segue la sua curiosita’ e la sua enorme energia stando dietro ad una citta’ ricca di programmi.

Grazie anche a chi ha voluto scrivere un racconto arricchendo i contenuti del blog. Oxford Brogue e i suoi racconti sono una presenza gradita e costante e ricca di tantissimo sentimento, ideali e modi di una delicatezza non comune.

Grazie a Monica del Panificio Cattaneo che con i suoi “Biscottoni” ha portato fantasia e creatività per raccontare di arte, d’amore, di ricorrenze e di storie.

Grazie a Sonia Vettorato, artista eclettica e versatile così amante della musica che ce la racconta entrando nei meandri dei vari stili dalla lirica al pop coinvolgendoci nelle melodie  mentre suona il piano e affianca i colleghi de “Il Gusto della Musica”.

Si aggiunge al gruppo degli “Amici di 50annieround” Maurizio Pandolfi, esperto assaggiatore di vini e il suo “Sensi in Movimento” con i suoi eventi unici sulla degustazione del nettare degli Dei, i corsi di assaggi e storie antiche che ci raccontano le origine del vino italiano apprezzatissimo in tutto il mondo.

Ed infine grazie a me e alla mia forza di volontà di crederci, pur iniziando senza sapere nulla di come si gestisce un blog, di coordinare e fare la regia di tutto. E’ diventato un compagno di vita scrivere e divulgare. E’ davvero molto impegnativo, ma ricco di soddisfazioni e molto, molto divertente.

Siamo tutti molto contenti…… stiamo iniziando a crescere, ad affinare e affilare idee, contenuti e sponsorizzazioni.

Grazie a tutti i componenti del team che credono in questo progetto

E grazie a tutti i lettori senza i quali il progetto non andrebbe avanti.

BUONA PASQUA 2016

BUONA PASQUA 2016

BUONA PASQUA 2016

50annieround, la redazione e tutto il team augurano agli amici vicini e lontani, a tutti quelli conosciuti di recente, a quelli che sono in viaggio, a quelli che restano nel cuore, a quelli che arriveranno, una serena Pasqua.

BUONA PASQUA 2016
BUONA PASQUA 2016

Tigro e’ sempre protagonista da qualche anno della mia vita. Poi c’e’ stata Joy…per poco, purtroppo. Ancora non riesco a raccontare di lei, piccolo amore delizioso.

Di recente si e’ unita a noi Hope, un incrocio tra un pastore tedesco e un pastore belga.

Tigro e Hope  sono ancora in fase di conoscenza, ed e’ uno spasso vedere come interagiscono, di giorno in giorno, ne combinano di ogni. E qui, su 50annieround, racconterò le loro avventure quando riuscirò  ad immortalarli con i loro buffi musi.

BUONA PASQUA 2016
Hope e Tigro

SOLARIA JONICA VENDEMMIA 1959, IL MIRACOLO SI RIPETE

SOLARIA JONICA VENDEMMIA 1959, IL MIRACOLO SI RIPETE

SOLARIA JONICA VENDEMMIA 1959, IL MIRACOLO SI RIPETE

Il piccolo miracolo sensoriale di emozioni visive, olfattive e gustative si ripete ancora una volta …
E’ l’ora della Solaria Jonica, un vino che per mille singolari circostanze è entrato nella leggenda enologica nazionale ed internazionale. Stiamo parlando, e degustando, un vino prodotto nel 1959, imbottigliato da poco e, anche per questo, ancora assolutamente integro e profondamente emozionante, dopo 55 anni!

SOLARIA JONICA VENDEMMIA 1959, IL MIRACOLO SI RIPETE
mercoledì 16 marzo l’assaggio di un vino di 57 anni Alle Volte Spazio – Via Cenisio, 62 – milano

La storia: comincia nel Salento, la prima “circostanza” di quest’avventura vinicola: l’incontro tra Antonio Ferrari, classe 1913, piccolo produttore e commerciante di uve e vini, come si usava allora, e quel vigneto di Primitivo nelle proprietà del Barone Bardoscia. Aveva già in mente un sogno, Antonio: dimostrare a tutti che da quelle uve meravigliose del sud, se sapientemente trasformate, poteva sgorgare un vino maestoso.
L’incontro deve essere stato forte tra i grappoli ancora turgidi per un’estate davvero straordinaria, come fu quella del 1959. Il piemontese Antonio (da Galliate) capì col puro intuito dell’esperto autodidatta che si trattava di un’annata davvero speciale e fece in modo che la vendemmia si protraesse ancora un pò, per raggiungere la maturazione ideale dell’uva. “Ancora un giorno”, azzardò infine: i contadini del luogo prevedevano che quella sera avrebbe piovuto molto. Antonio non poteva permettere una tale rovina e quella notte dormì sul sedile anteriore della sua “Millecento” beige per accorgersi, eventualmente, in tempo delle prime gocce sul parabrezza e allertare i vendemmiatori, radunati eccezionalmente per l’occasione in un casolare poco distante.
Fortunatamente non accadde nulla e la vendemmia si svolse alle prime luci dell’alba, forse prima. Acquistò tutto quel ben di Dio e, invece di rivenderlo, organizzò un trasporto speciale che, attraverso la vecchia SS.16, in quasi due giorni, portò le uve fino a Galliate, a casa sua. Invece di pigiare subito lasciò appassire quei chicchi ben oltre il tempo previsto dalle consuetudini. “Al momento della pigiatura —ricorda la figlia Gianangela, la maggiore — gli acini erano tanto appassiti da non riuscire a spremerli con la consueta pressa di cantina e si dovette procedere con lo storico e tradizionale metodo della gualcitura…coi piedi!”. E nemmeno volle imbottigliare subito: “Non è ancora il momento” disse. Sarebbe stato un mantra ripetuto
successivamente per decine di anni. Il tempo passava e quel vino ispessito e profumato passò dai fusti di castagno in vasche di cemento.
Antonio continuava la sua attività di piccolo produttore e commerciante e lasciava vedere d’essere del tutto dimentico di quel patto d’alleanza siglato in silenzio tra i filari di Primitivo, in un settembre rovente di tanti anni prima, quando il sole ed il caldo imperante avevano perfino sfinito il canto delle cicale!
Ma non era così. Quell’amore a prima vista rendeva discreto e geloso Antonio che nell’animo suo aveva ipotecato che, tra tanti suoi successi, quest’ultimo doveva essere il più grande, il più clamoroso!

Passarono più di quarant’anni e “quando giunse il tempo” Antonio decise, con intuito maieutico, di far “nascere” quel vino. Fu il matrimonio della figlia minore, nei primi anni duemila, ad ispirarlo.

Racconta Gianangela: “Quando lo versammo ci accorgemmo subito che eravamo di fronte a qualcosa di eccezionale”. Aveva finalmente rivisto la luce del sole quello che poi sarà battezzato col bel nome evocativo di “Solaria Jonica”.
La degustazione: per rispetto del vino, di Antonio e per saggezza, il vino va versato e decantato per un po’, ma suggerirei di non perdere (almeno a livello olfattivo) le varie fasi evolutive di ossigenazione che nei minuti si susseguono.
Nel calice la Solaria appare scura scura, ricorda proprio il colore del caffè, con quella leggera e tipica torbidità; ha poderosi estratti, la sua densità è notevole, entusiasmante. Questa crema di vino antico richiama alla mente certi densissimi Malaga. Eccezionale in concentrazione anche al naso, con evidenti note di cacao, liquirizia, amaretto, frutta secca che si aprono e si presentano col passare dei minuti.

Ben dolce al sapore, con note inizialmente ematiche, ferrose e con una sorprendente acidità che rende la Solaria ancora integra, di nerbo, piacevolmente morbida, ma mai stucchevole. Impressiona la lunghezza di questo vino: a minuti e minuti di distanza dall’assaggio, passando la lingua sulle labbra, si percepiscono ancora distintamente i sentori tostati. Avvolgente, calda, intensa, per la Solaria il partner ideale è naturalmente il cioccolato fondente di qualità con il quale sviluppa una sinestesia gustativa di raro piacere.

SOLARIA JONICA VENDEMMIA 1959, IL MIRACOLO SI RIPETE
Alain Ducasse

Ha detto Alain Ducasse, una delle massime istituzioni della cucina mondiale: “Quel vino è il vero oro della Puglia”, abbinandolo ad un favoloso tortino al cioccolato.

 

Questa etichetta e’ stata Vincitrice di tre medaglie d’oro al County Fair di Los Angeles 2002 e una menzione speciale.

  • Grado alcolico: 13,72%
  • Temperatura di servizio: 16-18°

Scritto da Maurizio Pandolfi – Bresso, 9 aprile 2014

Assaggiatore professionista, enologo, appassionato conoscitore di molte “etichette”, docente di degustazione

Per info e prenotazione all’evento di degustazione 347.2800360

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Le Cantine Ferrari

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