HIBISCUS IL FIORE DELLA SPERANZA

HIBISCUS IL FIORE DELLA SPERANZA

di  Michelle Kling Hannover 
HIBISCUS IL FIORE DELLA SPERANZA
Foto di Michelle Kling Hannover

 

Rosa Simensis, China rose , un nome sontuoso per un fiore che è l’emblema delle isole Hawaii, ma chiamato anche Rose Mellow perché appartiene alla famiglia   della malva , piccolo fiore viola che in greco si traduce hibiscus .

Questa bellissima campanula del Sud offerta in Giappone per dare il benvenuto agli ospiti è sempre più colorata,  “bariole” e come se l’avesse decorata un pittore naturalistico che ne celebra la bellezza.

Fu proprio Ghislain De Busselecq , ambasciatore delle Fiandre alla corte di Solimano il Magnifico a Costantinopoli, nel XVI, e studioso di botanica, a portare il fiore in Europa.

I suoi 5 petali delicati uniti alla base a tromba e impreziositi da un pistillo che spunta e ne prolunga lo stile, bianchi significano purezza e illuminazione interiore, viola sono simbolo di ricchezza.

Nell’era vittoriana sono il simbolo di 5 qualità: felicità, unità, purezza, pace e bellezza .

In quei tempi , se offerto alla donna amata era un messaggio di ammirazione per dire: sei bellissima.

Se risaliamo all’antichità, il famoso medico Dioscoride attribuì delle virtù terapeutiche alla pianta.

Ma ancora prima i faraoni egiziani sorseggiavano il karkadè , tisana afrodisiaca di  fiori d’ hibiscus dal sapore acidulo e ricca di vitamina C , serviva a rinvigorirsi dal caldo del deserto. Se vogliamo preservarne tutte le sue qualità, deve essere preparata in una pentola rivestita di smalto .

Il colore rosso della bevanda usata al posto del vino in America durante la proibizione, e in Giamaica mischiata al rum, ci ricorda che si usa il fiore come colorante alimentare e per tingere i capelli, insomma un fiore dai molteplici usi , perfino i calici si possono mangiare come spinaci.

Fragile , perché  non dura molto ma anche simbolo d’immortalità, nell’inno nazionale della Corea del Sud è paragonato alla patria.

IL fiore dal bocciolo arrotolato delicato come un velo di mussola di seta , nei quadri di Gauguin esprime un messaggio d’amore. L’artista del post impressionismo che ha vissuto un periodo  a Tahiti  per inventare una nuova filosofia con profumi, colori e suoni nuovi , dipinge le donne della Polinesia con un hibiscus all’orecchio , appoggiato a destra  significa che la donna è sposata, invece  se posto a sinistra è  libera.

In Oriente si offre un Hibiscus per fare una proposta di matrimonio.

Amare i fiori è  uno stile di vita , attribuiti spesso a un colore, tutti hanno un linguaggio e ci fanno ricordare l’amore nelle sue ricche sfumature, la  bellezza ma anche l’ottimismo e la speranza che la natura ci offre quando rinasce ogni giorno e in ogni stagione.

Le foto sono state gentilmente date da Domenico F. Ed. Fiore che ha nel suo giardino varie specie di Hibiscus

di  Michelle Kling Hannover 

Michelle e’ una donna dall’eleganza raffinata e ha la passione dei fiori e del loro significato. Ne apprezza la bellezza e la delicatezza e le infinite sfumature cromatiche. Nelle forme  e composizioni di fiori ama la raffinatezza degli accostamenti e ne parla con grande fascino. 50annieround

Read more

L’ALCHIMIA DELLA FIDUCIA

L'ALCHIMIA DELLA FIDUCIA

L’ALCHIMIA DELLA FIDUCIA

di  Michelle Kling Hannover 

 

Perché un bambino va verso uno sconosciuto ? Perché ha fiducia negli altri.

Perché una grande pianista suona un notturno di Chopin con passione e disinvoltura ? Perché ha fiducia in se stesso , ma anche nei suoi maestri.

Perché uno scrittore presenta un suo manoscritto al suo editore ? Perché ha fiducia in se stesso e nell’incontro.

Perché un imprenditore si lancia in un’avventura ? Perché ha fiducia in se stesso , ma anche nel progetto.

Ma tutti questi eroi, mistici, idealisti, che abbandonano le comodità della vita, per trascorrere un’esistenza diversa, conservano la fiducia fino in fondo all’avversità , hanno fiducia in se stessi o nella vita ?

 

L'ALCHIMIA DELLA FIDUCIA
Il tulipano e’ il fiore dell’ottimismo

La fiducia in se stesso, alle volte confusa con i termini di self confidence e o self esteem, è sempre accompagnata da una fiducia in qualche altra cosa , in una realtà più grande, nel proprio savoir faire , negli altri , nella vita .

Queste 3 dimensioni s’intrecciano con proporzioni diverse dell’una o l’altra, preziosi elementi di un’alchimia alle volte impercettibile, complicata ma raggiungibile.

Possiamo aumentare la fiducia con le nostre competenze, il nostro savoir faire, la gestione delle tecniche, ma la vita non si ripete, trova sempre il modo per non rispettare i pronostici, se no non sarebbe la vita.

Una  competenza perfetta non basta, mancano 2 facce della fiducia, una dimensione relazionale , (fiducia negli altri) e una dimensione mistica (fiducia nella vita)

E cosi la fiducia non è  sicurezza tanto meno arroganza, non è essere sicuri, ma trovare la forza di buttarsi anche nel dubbio.

Storie di miracoli, enormi difficoltà superate, hanno il potere di generare emozioni di assoluta fiducia , in altre occasioni; la fiducia ci permette di calmarci, di guardare le situazioni difficili in modo diverso.

Possiamo collegarci a qualsiasi tipo di situazione , dato che questa fiducia parla al nostro cuore, respiriamo con calma per far sbocciare in noi il fiore della fiducia.

L'ALCHIMIA DELLA FIDUCIA

Alla fiducia attaccherei altri 4 petali:  la fede, il coraggio e la speranza, l’ottimismo.

 

 

L’ALCHIMIA DELLA FIDUCIA di  Michelle Kling Hannover  amante dei fiori, si circonda di composizioni sempre delicate e ama disegnarle e dipingerle.

L'ALCHIMIA DELLA FIDUCIA

Iris, fiore della fiducia disegnato da Michelle Kling 

 

Read more

I MONASTERI di  Michelle Kling Hannover 

I MONASTERI di  Michelle Kling Hannover 

I MONASTERI

di  Michelle Kling Hannover 
I MONASTERI di  Michelle Kling Hannover  

In questi giorni difficili proviamo un senso di limitazione , e spesso tiriamo fuori le nostre paure, le nostre frustrazioni, perché non partire per un ritiro spirituale e usare quello che nessuno ci potrà mai sottrarre, la nostra immaginazione ?

Praticare un esercizio di meditazione, di contemplazione, o una semplice preghiera, in un posto bellissimo di nostra scelta, con un’immagine, è senza dubbio una piacevole abitudine quotidiana anche per  pochi istanti.

Vi propongo di scegliere un monastero, anche diverso ogni giorni.

Ma perché ricorrere  a questo  posto sacro, impregnato di storia ? Vediamo di coglierne  l’essenza ….

I monasteri respirano l’immobilità delle loro vite ritirate, vivono con gli ampi movimenti della natura, con le vibrazioni della luce, i flussi del visibile e  le pulsazioni dell’invisibile.

Sono all’unisono del fruscio del tempo che attraversano a passi lenti.

La loro atmosfera porta verso un’oasi di silenzio, saggezza e dolce pazzia, preziosi più che mai in questo periodo.

I canti gregoriani sostituiscono le parole, alle volte si tace invece di cantare, il silenzio è ricco di risonanza, crea un’acustica interiore dalle mille sfumature.

I monasteri invitano all’arte di meravigliarsi e alla diffusione di pensieri che in tempi normali non ci verrebbero in mente, seminano pace, lanciano scintille di speranza, e i loro ambienti  ci fanno accedere alla bellezza  che Dio ha voluto scrivere a  mano per tutti noi.

Coltivano l’arte dell’amicizia, della dolcezza con Dio e  la terra,  gli animali e gli umani, con la vita.

Vivono in sottile intelligenza con ogni cosa, con il tempo che prosegue il suo interminabile cammino, prendono cura del mondo, con lo spazio che respira nei dintorni, e vegliano sulla terra con generosità e costanza.

I monasteri annullano anche il gioco brutale e rumoroso di un mondo saturo di ricchezza e di potere fatto di gloria del possesso, e  culto dell’apparenza.

Pazienza, semplicità e benevolenza, sono i valori maestri, che questi luoghi impregnati della storia dell’umanità, ci  fanno riscoprire per proporci una nuova distribuzione dei pensieri e accompagnano i nostri cuori verso una luce nuova.

 ” FIAT LUX ET LUX FIT”

 

di  Michelle Kling Hannover 

 

Read more

IL MESSAGGIO E’ SUL CAPPELLO

IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO

IL MESSAGGIO E’ SUL CAPPELLO

di  Michelle Kling Hannover 
IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO 

Marcella Angeletti ha inventato tanti cappelli bellissimi per ogni testa e ogni circostanza , ma questa volta ha scelto la “nuance ” di grigio più adatta , per millesimare come fosse un “grand cru” dall’annata memorabile, una sua creazione geniale, dotata di decorazioni bianche dal nastro antracite che ne risalta lo stile.

E sono piume bianche leggere e sinuose agitate dal vento della speranza che si estendono per insistere sul cuore della raccomandazione di saggezza casalinga , a mo’ di slogan calcolato, invito al giusto stile di vita, in questo momento cruciale.

La designer non perde l’occasione per rivisitare un cappellino classico, come se la moda di un accessorio semplice, che ci piacerebbe portare anche in casa per recarci dalla cucina al salotto, fosse trasformato in un’arma di resistenza collettiva, capace di dare forza a tutti .

Andrà bene, finirà presto, quest’idea dà libero corso alla nostra immaginazione, annulla la nostra vulnerabilità, spazza via la paura, cosi da poter di nuovo disegnare un progetto di vita, attivare i nostri sogni per ritrovare una vita ancora più ricca di piacevoli sfumature.

IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO

CONSIGLIO FASHION :

E’ un modello che sta bene a tutte e tutti, ve lo consiglio per averlo indossato insieme agli altri invitati, al garden party della Marchesa Sylvia Caradessi del Villar Silenzi, l’anno scorso.

IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO

di  Michelle Kling Hannover 

 

Read more

error: Contenuto protetto !!