LA MIA WUNDERKAMMER

LA MIA WUNDERKAMMER 

di Manuela Spanu

Tempo fa seguendo una “lezione” del grande etnografo Francesco Varanini presso “Sistema Eduzione”, sono rimasta colpita da una sua metafora, con la quale paragonava ciò che non si può classificare agli oggetti che dal XVI al XVIII secolo venivano collocati nella “WUNDERKAMMER” (camera delle meraviglie)


E se anche ognuno di noi si concedesse una WUNDERKAMMER?

LA MIA WUNDERKAMMER

Pensiamo a quanto sia rassicurante dare un nome, un aggettivo, associare un’emozione a qualcosa, e a quanto sia destabilizzante non riuscirci.. ma spesso alcuni avvenimenti, oppure certi sentimenti o persone non si possono definire, perchè nostri e quindi non catalogabili. Se invece di lasciarci spaventare li parcheggiassimo nella nostra camera delle meraviglie?

Quanti oggetti custodiamo nei nostri solai, nelle nostre cantine perché inutili o perché ingombranti o semplicemente perché vanno secondo noi “nascosti”… Se decidessimo di svuotare gli interrati, io credo che ci troveremmo di fronte a un mondo del quale ci siamo dimenticati.
Allora immagino la mia Wunderkammer che ogni giorno si rinnova, sposto gli scaffali, li aggiungo, cambio posizione, spolvero i pensieri, divido le idee, immergo nella formaldeide il dolore.
Ogni tanto apro la porta di questa stanza e mi prendo ciò che mi occorre, riutilizzo le mie emozioni e mi accorgo che i “mostri” che ho racchiuso non li percepisco più così, mi vesto di abiti dismessi, fuori moda, ma dentro il mio tempo, il mio oggi…

Adoro non sapere cosa provo, il dubbio , la rabbia, la solitudine, li definisco io così, ma loro mi fanno compagnia senza nome, senza fretta, ma sempre chiedendomi il permesso..
Ospitiamo solo ciò che riconosciamo, tralasciando l’ignoto che è come se fosse un bambino messo in punizione in un angolo… Andiamo a consolarlo, prendiamolo per mano, ci stringerà forte, magari all’inizio ci darà la sensazione di un paio di scarpe nuove, qualche vescica qua e la’, ma poi ci restituirà la libertà di poter camminare scalzi, portando in mano quei sandali che hanno finalmente preso la nostra forma e sentendo il calore della sabbia umida che ha appena incontrato un’onda capricciosa e ribelle..

LA MIA WUNDERKAMMER
Ora però Ti invito nella mia camera un po’ ci si perde, è come farsi strada in un campo di pannocchie, non sai dove metti i piedi, sei alla continua scoperta… ti chiedo di rubarmi un oggetto e portarlo con te..
Farò finta di averlo perso, perché voglio pensarla così… Nella mia Wunderkammer è un continuo trasloco, prima di entrare troverai un cartello di “LAVORI IN CORSO”….

di Manuela Spanu  e la sua pagina FB

Wunderkammer

Un libro e’ sempre un’ottima idea

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