IL MESSAGGIO E’ SUL CAPPELLO

IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO

IL MESSAGGIO E’ SUL CAPPELLO

di  Michelle Kling Hannover 
IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO 

Marcella Angeletti ha inventato tanti cappelli bellissimi per ogni testa e ogni circostanza , ma questa volta ha scelto la “nuance ” di grigio più adatta , per millesimare come fosse un “grand cru” dall’annata memorabile, una sua creazione geniale, dotata di decorazioni bianche dal nastro antracite che ne risalta lo stile.

E sono piume bianche leggere e sinuose agitate dal vento della speranza che si estendono per insistere sul cuore della raccomandazione di saggezza casalinga , a mo’ di slogan calcolato, invito al giusto stile di vita, in questo momento cruciale.

La designer non perde l’occasione per rivisitare un cappellino classico, come se la moda di un accessorio semplice, che ci piacerebbe portare anche in casa per recarci dalla cucina al salotto, fosse trasformato in un’arma di resistenza collettiva, capace di dare forza a tutti .

Andrà bene, finirà presto, quest’idea dà libero corso alla nostra immaginazione, annulla la nostra vulnerabilità, spazza via la paura, cosi da poter di nuovo disegnare un progetto di vita, attivare i nostri sogni per ritrovare una vita ancora più ricca di piacevoli sfumature.

IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO

CONSIGLIO FASHION :

E’ un modello che sta bene a tutte e tutti, ve lo consiglio per averlo indossato insieme agli altri invitati, al garden party della Marchesa Sylvia Caradessi del Villar Silenzi, l’anno scorso.

IL MESSAGGIO E' SUL CAPPELLO

di  Michelle Kling Hannover 

 

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IL REGNO DELLA PANTERA

IL REGNO DELLA PANTERA

IL REGNO DELLA PANTERA

di  Michelle Kling Hannover  

La pantera, simbolo della Maison Cartier e la sua storia

Vi è mai  capitato di  vedere, almeno in fotografia, una signora elegante che porta a passeggio una pantera ?

IL REGNO DELLA PANTERA

La Marchesa Casati, e il regno della pantera

nobildonna stravagante e collezionista d’arte che diventerà un’icona dei surrealisti ne portava due al guinzaglio a Venezia.

Siamo nei  primi anni del ‘900 , l’animale è di moda.

Nel 1914,  Cartier  fa realizzare un dipinto ad acquarello dal pittore Georges Barbier “la dame à la panthère”, che rappresenta una signora elegante con ai suoi piedi una pantera nera come invito a una mostra di gioielli.

IL REGNO DELLA PANTERA

Jeanne Toussaint e le sue pantere

Il suo regno comincia rue de la paix nel 1933 , Jeanne Toussaint che conosce molto bene Louis Cartier da dieci anni, è nominata direttrice artistica della famosa maison di Parigi fondata nel 1847, è amica di  Mademoiselle Chanel, ha creato per la stilista, una collezione di borse.

IL REGNO DELLA PANTERA
Jeanne Toussaint

 

Lei non è sposata, Louis Cartier, separato dalla moglie Andrée Caroline Worth nipote del genio della moda del Second Empire, intimidito dalla sua bellezza, è conquistato dal suo gusto, e dal suo intuito femminile .

Lei porta un po’ di colore e di fantasia  nel mondo del nipote del fondatore, che è già una leggenda nel campo della gioielleria, amatore di pietre preziose, ha creato lo stile “guirlande”, poi art decò. Il loro legame sentimentale durerà fino alla morte di Louis nel 1942 .

Questa donna indipendente , non proprio demi mondaine ma un po’ emarginata perché ha rifiutato un destino di borghese, è ricca, i divani di casa sua sono ricoperti di pellicce di pantera, avrà sicuramente incrociato la Marchesa Casati Stampa di Soncino .

Nel 1917 è solo cliente, ordina un beauty case e ci fa mettere una pantera appoggiata sul coperchio.

Ci vorranno vent’anni prima che l’animale diventi un’ icona.

IL MOTIVO E IL REGNO DELLA PANTERA

Il motivo della pantera continua ad affermarsi nel corso degli anni nelle creazioni della Maison, le  placche che vanno ad impreziosire borsette da sera si allargano e appaiono le macchie dell’animale  sui gioielli.

Non è un caso se , nel 1914 e nel 1915 la tecnica di pavage quando si aggiunge l’onice al diamante viene  usata per decorare due orologi, evoca il pelo del felino.

Ma come mai il team di orefici è in grado di realizzare felini così realistici?

Uno dei disegnatori della Maison Peter Lemarchand arrivato nel 1927, lavora in stretta collaborazione con Jeanne Toussaint , si reca regolarmente allo zoo di Vincennes per osservare la muscolatura e i movimenti della pantera .

IL REGNO DELLA PANTERA
Jeanne Toussaint
LA DUCHESSA DI WINDSOR

Nel 1947, è una celebrity che contatta la direttrice artistica , la Duchessa di Windsor, moglie di Edoardo VIII, che per lei ha rinunciato al trono d’Inghilterra, e che fa incidere un messaggio d’amore nei regali a Wallis , adora i gioielli al punto che ogni sua mise è studiata per far risaltare un pezzo importante, un modo per mettere a tacere le critiche. Grazie a lei diventa possibile portare gioielli anche di mattina .

Wallis Simpson  possiede uno smeraldo cabochon rettangolare  di  116,75 carati , diventa una spilla in oro, con una maestosa pantera dal pelo tempestato di macchie in  smalto nero seduta sulla gemma.

IL REGNO DELLA PANTERA

 

Un anno dopo  la duchessa si reca di nuovo da Cartier, questa volta le due donne si mettono d’accordo per far montare  uno zaffiro Kashmir, cabochon di 152,35 carati,  grande come una palla di ping pong,  la duchessa vuole un’altra pantera interamente coperta di pietre preziose.

IL REGNO DELLA PANTERA

Il risultato è strepitoso, questo capolavoro che scelse di portare  durante un evento dove era presente la famiglia reale ebbe un significato politico e estetico, fu per lei come una dichiarazione d’indipendenza.

Ordinerà altre due felini, il primo è a forma di bracciale, morbido, si arrotola intorno al polso , la seconda pantera è una spilla , i due modelli sono coperti di  onice e diamanti.

Altre signore eleganti s’innamorano presto del felino nato nell’immaginazione di Jeanne Toussaint.

IL SUPERGATTO, la pantera di Jeanne Toussaint

Il Supergatto esercita sempre più fascino sull’alta  società.

Dalla messicana Maria Felix, a Daisy Fellowes , mondana e direttrice di Harper’s Bazar , che si fa realizzare il felino nella posizione della pecora, simbolo dell’ordine cavalleresco della Toison d’or, la ricca ereditiera e filantropa Barbara Hutton  passando per Nina Dyer,  principessa e moglie dell’Aga Khan che nel 1958 commissiona il primo bracciale rigido con 2 teste di pantera in diamanti zaffiri e smeraldi e una broche progettata con elementi che si possono trasformare in orecchini.

IL REGNO DELLA PANTERA

 

L’animale iconico perenne, non finisce d’ispirare i creatori, alle volte è presente sul bracciale di un orologio dove è attaccato  o si vede sul quadrante dipinto come una miniatura elegante e colorata. Ma la pantera è anche presente in una preziosa collezione di occhiali .

LA MAISON E IL SIMBOLO DELLA PANTERA

Spesso la Maison crea dei capolavori, nel 2018  fu realizzato un prezioso orologio in edizione limitata,  in oro rosa e diamanti, sul quadrante, a ogni movimento del polso si riversa una pioggia di sfere d’oro lasciando apparire una testa di pantera , è derivato dalla tecnica antica della clessidra  e frutto di 5 anni di lavoro.

 

Ma per segnare l’ingresso nel XXI esimo secolo, nel 2014,  viene creato una forma stilizzata, sfaccettata della pantera che ritroviamo in eleganti anelli e bracciali .

E’ quello che i curatori della mostra fotografica a Milano, aperta in via Gesù, hanno voluto rappresentare  con un modello fosforescente, strutturato in una mega statua  dell’animale esotico.

Il visitatore è subito colpito all’ingresso da questo modello tridimensionale, maestosamente futuristico,  che si stacca dal fondo rosso tradizionale della famosa Maison.

IL REGNO DELLA PANTERA

Quella che nella mitologia greca allattò Dioniso, portatrice di luce e nel medioevo,  guardiana del mistero, simbolo di coraggio valore e potere ha sempre rappresentato la femminilità in tutti i suoi aspetti.

E se la donna è un enigma di cui non si ha la chiave, il panorama mediatico ha contribuito a diffondere questo mito.

Non solo nella gioielleria, ma anche nella moda, da Versace a Krizia ( chiamata la pantera del made in Italy), a Dolce e Gabbana, passando per Gucci e Cavalli, l’identità della donna e il suo stile sono strettamente connessi.

Sul catwalk, nella sua definizione felina, non finiremo mai di vedere sfilare la donna pantera , sinuosa, dal look animalier, che si distingue e combatte per i propri ideali.

 

Michelle M. Kling Hannover

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MA PERCHE’ VI PIACE TANTO LA MODA ?

terminata la settimana della moda …

MA PERCHÉ VI PIACE TANTO LA MODA ?

aspetto i vostri suggerimenti intanto vi dico la mia ….

di  Michelle Kling Hannover  

MA PERCHE' VI PIACE TANTO LA MODA ?

Mi piace la moda perché racconta le donne , tutte le donne.

Perché rende il mondo più bello

Perché è futile

Perché anche in bianco e nero è colorata

Perché non rispetta nessuna regola

Perché è un esplosione semantica

Perché crea movimento e vitalità nelle strade

Perché ognuno può coniugarla al singolare

Perché Versace, Pucci, Armani sono dei geni

Mi piace quando rispetta il benessere delle modelle

Perché è immettibile e desiderabile

Perché è esclusiva e democratica

Perché mi piace Scarlett O’Hara, Maryline,

Perché mi commuove, mi tocca

Perché ammiro quelle che con niente addosso hanno un bell’aspetto

Perché è sempre avanti con il tempo

Perché mia madre adorava i chemisiers

Perché è una fonte infinita di variazioni per i giornalisti

Perché arte e artigianato sono una sola cosa

Perché non sono mai alla moda

Perché pensa di essere l’ombelico del mondo.

Michelle M. Kling Hannover

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LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL’ANIMA.

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL'ANIMA.

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL’ANIMA.

di  Michelle Kling Hannover  

 

In un mondo di perpetuo cambiamento, folle e  supersonico, l’eleganza può costituire una soluzione per sentirsi più sicuri.

L’elegante porta in se la propria stabilità, in ambienti  dove è sempre più complicato superare la fragilità che alle volte deriva da aspetti poco soddisfacenti della propria vita .

Per  proteggerci, basta mettere il pilota automatico, mantenere una rotta e una velocità costante, da poter  modificare in qualsiasi momento se compaiono elementi nuovi .

Volendo superare il mitico concetto di Mademoiselle Chanel, ” La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza”,   forse la storia ci può aiutare a chiarire questa nozione soggettiva che varia con le diverse epoche .

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL'ANIMA.

Fino al ‘600 si parla di eleganza degli oggetti, in quel periodo è ancora associato al modo di muoversi e di comportarsi , quello che Saint Simon chiamava “il non so che ”

Siamo ancora nell’era delle leggi sontuarie che rendevano obbligatorio mettere un determinato costume secondo il proprio ceto sociale di appartenenza.

La rivoluzione francese , permette una libertà di ogni genere, e consente di trasgredire , Les incroyables e le merveilleuses ne sono l’esempio stilistico.

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL'ANIMA.

Dopo Lord Brummel e i dandy , bisogna aspettare l’800 con “il trattato della vita elegante” di Balzac, per cominciare a vedere l’aspetto fisico nell’eleganza.

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL'ANIMA.

Oggi quello che si vede all’esterno, deve rivelare tutto, ma non basta, perché questa stessa attenzione ai dettagli, deve essere tinta di disinvoltura, è cosi che nasce il termine “cool”.   Il colore di una scarpa , l’outfit insolito di una tennista, o una clutch particolarmente originale catturano la nostra attenzione con la densità dell’apparenza, che permette a quelli che guardano di proiettarsi in attori o sportivi e imitarli. Non si vive più senza corsi di portamento , bonton , etiquette , strategia comportamentale, gli influencer  hanno sostituito i blogger !

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL'ANIMA.

E  cosi che il celebrity marketing diventa una manovra mediatica per imporre, attraverso l’immagine dominante, lo stile di un VIP, senza verificare se corrisponde veramente alla sua personalità.

Purtroppo il flusso informatico ha sostituito il flusso energetico, la parola d’ordine è sfoggiare , ostentare, con la massima libertà di scelta, senza una minima parte di mistero poetico che l’eleganza dovrebbe veicolare.

Questa possibilità di poter scegliere sempre, alle volte destabilizzante, raggiunge il significato etimologico della parola elegantia  derivata da elegans, che sa scegliere, ex ligere, arriviamo cosi a nozioni di disponibilità mentale.

L’elegante, se è di alto livello, è quello che sa decidere se e come far passare un messaggio e far scoprire, a chi ne troverà la chiave, qualche aspetto del suo giardino segreto.

Scelta spontanea, poco calcolata per quadrare con i principi della sua personalità ma che passa per i meandri della seduzione.

 

Incroyables e Merveilleuses

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL'ANIMA.

 

Michelle M. Kling Hannover

LA MIA ELEGANZA : UNA FORMA DI APERTURA DELL’ANIMA.

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DOWNTON ABBEY

DOWNTON ABBEY

commentato da  Michelle Kling Hannover  

DOWNTON ABBEY

 

Andare a vedere il film non è solo un piacere estetico.  Questo capolavoro, è capace d’incantare anche chi non è fanatico di storia, da un quadro politico sociale del lifestyle dell’aristocrazia  britannica negli anni ’20 e ’30 prima di un’importante crisi economica annunciata.

E ci si tuffa nelle scene e decori che fanno da contorno ai personaggi minuziosamente studiati che sembrano entrare e uscire con una disinvoltura calcolata .

Dove l’erba è più verde e i costumi più glamour che altrove, le storie di famiglia non fanno in tempo ad essere raccontate, tanto prevale l’immagine della famiglia Crawley quando le Loro Maestà il re e la regina sono ospiti al castello.

Politica e savoir vivre si separano per ricomporsi, in una parata militare dai dettagli sorprendenti e nel ballo finale. Noblesse Oblige.

Nell’immaginare l’apparato e i retroscena di un tale colosso, ricordiamo che il cast racconta di essersi divertito a scoprire nuovi aspetti di personaggi già presenti nelle puntate trasmesse in televisione di Downton Abbey.

E importante notare che l’autore Julian Fellowes che ha scritto storie simili, ha curato personalmente la regia del film.

Vi posso assicurare della qualità dei dialoghi, tradotti benissimo (per averlo visto anche in lingua originale), dalle battute di Lady Violet ai discorsi spiritosi della servitù.

Mi viene in mente la similitudine degli ambienti della stessa epoca, leggendo  “La storia di Lady Catherine”.  E’ una ricca ereditiera americana, che entra nella famiglia dell’attuale conte discendente della famiglia, scritto da Lady Carnavon, sua moglie, e proprietari  di Downton Abbey.

Buona visione

Michelle M. Kling Hannover

DOWNTON ABBEY

 

 

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ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

Versi leggeri e deliziosi per raccontare un’esperienza unica, divertente e grandiosa

di Michelle Kling Hannover  

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

 

Si sono ritrovati

Minuziosamente selezionati

In un gruppo ben affiatato

Che non pretendeva affatto

Di bucare lo schermo

Ma non per questo in disarmo

Gentildonne e Signori

Che non sono gladiatori ,

Per affrontare con vigore

E tanto ardore

Un altro gruppo antagonista

Un tantino esibizionista.

Dopo giorni di casting

Di completi briefing,

Eccoli lanciati liberi

Abbastanza battaglieri .

Ma non è cosi facile

Anche se sembra futile

A un programma partecipare

Per contribuire a meravigliare

Tutti in fila numerati,

All’appello sorteggiati

O volontari candidati.

Ripetizione il primo giorno

Con i coach per contorno,

Adorabili ragazzi

Efficienti come razzi.

Un gruppo sportivo

Più che elettropositivo

Supera le prove

Alla grande laddove

Gli altri in acqua son caduti

Non ci siamo abbattuti.

Arriva il giorno fatidico

A dir poco magico.

La vera registrazione

È una bella sensazione.

Niente delle telenovelle

È una scena di stelle.

Con modelli professionisti

Conquistiamo i perfezionisti

I nostri cantanti ?

Belli e brillanti.

La prova del coraggio

E non è calendimaggio

La supera di sicuro

Come un siluro

Il nostro candidato

Ben preparato.

Anche nel talk show

Eccelliamo in know-how.

Per la cultura generale

Sembra di stare in tribunale

Con l’acqua alla gola

Ai tempi di Savonarola.

Fortissimi siamo

Ma non ce la facciamo.

Per i chock

Colour block

Parte il vulcano

Sono loro che festeggiano .

Non è un bisticcio

Ma il nostro caposquadra è Enzo Miccio!

Ma non ci serve un cric,

Siamo chic !

Never complain

Never explain ?

Non esattamente

Ma decisamente

Un po’ più personale

Meno radicale

Si Maestro Laurenti

Senza patteggiamenti

Lei che della comicità

Fa una filosofia premeditata,

Tutto in extremis

Dottor Bonolis

Lei bel conduttore

Di grande valore

Creatore emozionale,

Dal linguaggio tridimensionale ,

Gentile, energico,

Spiritoso mai bellico

Chic che vuol dire ?

Di eleganza arricchire

I dettagli di una vita

Non sempre fiorita.

E con garbo adattarsi

Senza mai glorificarsi

La soluzione migliore trovare

Senza farlo pesare.

Lo stesso orizzonte guardiamo

E poi ci regoliamo.

Complimenti e grazie di cuore

E lo dico con ardore,

A un team d’eccezione,

Che costruisce una trasmissione

Così  ricca, elettrizzante

E di suspens squillante.

Per noi un esperienza fenomenale,

Un regalo inusuale.

 

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

Michelle M.Kling Hannover (FASHION&COMMUNICATION)

Partecipante al programma CIAO DARWIN  in onda venerdì 15 marzo 2019

Su canale 5

 

Michelle M. Kling Hannover

 

 

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DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

 

di Michelle Kling Hannover  

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

Dalla semplice spesa quotidiana allo shopping durante i saldi , il bon ton aiuta a vivere meglio.

Salutare quando si entra in un negozio, ma anche quando si esce  anche senza avere acquistato niente ; non mettere in causa le competenze del personale; impedire ai bambini presenti in una struttura commerciale di non comportarsi come fossero in un parco giochi, sono alcune delle regole del savoir vivre di oggi e di sempre.

Ognuno avrà cura di aspettare il proprio turno..non impazientirsi alla cassa se le  macchine non funzionano. Meglio non insistere sulla qualità scadente di un prodotto,  si rischierebbe di passare per maleducato. La negatività non è di buon gusto.

Durante i saldi l’affluenza ci lascia poco tempo per riflettere, teniamo sempre presente gli abbinamenti possibili di un capo e come inserirlo nel guardaroba e nella vita che conduciamo, in quale occasione potrebbe servire.

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

E’ difficile non farsi prendere dalle emozioni , e non facciamoci ingannare dai prezzi bassi e da oggetti inutili e presentati armoniosamente grazie al visual merchandising.

Chi non ha mai sognato di trovare l’accessorio ammirato in vetrina e ritrovarlo a prezzo scontato alcuni mesi dopo? E’ bello  costruirsi un look tanto desiderato , basta non essere tanto schiavi della moda.

Ai giorni d’oggi il vintage non scandalizza più anzi è diventato un pregio. Personalmente ,( e la mia confessione va contro il marketing) il 50% che si trova nei miei numerosi armadi proviene dai saldi , compreso le sontuose toilette di alta moda.

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

Ragazzi di tutte le età, in questi tempi di crisi, vi consiglio di acquistare capi  quanto più basic  per poi aggiungerci un accessorio fashion anche per distinguersi dalla massa .

Buoni saldi a tutti

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

 

Michelle M. Kling Hannover

 

 

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LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA’

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA’

di Michelle Kling Hannover  

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

Tanti puntini luminosi che ci fanno sentire luminose come stelle che ci accompagnano nel regno dei sogni .,  queste sono le petites pailles alias  sequins che proviene dalla parola veneziana zecchino invece di cucire monete d’oro nel ‘500  della Serenissima, furono applicati piccoli pezzi luminosi .

Ma che cosa hanno di tanto speciale questi minuscoli pezzi al punto che Leonardo da Vinci inventò una macchina per tagliarli ?

Perch’ già allora le donne alla corte degli Sforza volevano sentirsi delle fate frosty chic come del resto le egiziane ai tempi di Tutankhamon

Magia della primavera in pieno inverno , un abito paillettato è il mezzo più veloce per illuminare la quotidianità , una sobrietà luminosa, una sicurezza galvanizzante le paillettes , il leitmotiv della moda in questo momento; e non solo per la sera ?

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

Rendono irresistibile , danno vertigini , per contrastare un livestyle della nostra epoca, troppo rigoroso che tende al grigio. Sono l’ultimo rifugio della bellezza e del meraviglioso couture , il finale di una poesia folle.

E ci vogliamo sentire tutte delle gypsy mordorees forti come le icone glamour del cinema che spariscono per ricomporsi nel mondo magico della moda dettata dalla settima arte.

Per saperne dosare l’intensità , il colore e le sfumature ,  non basta giocare allo stilista revival dotato di una fantasia pratica , bisogna essere dotati di semplicità classicheggiante .

Le paillettes servono a farsi ricordare , più che a farsi notare , è come portare tanti gioielli in una volta ma senza rischiare l’overdose in questo caso contrastiamo il pensiero di  Mademoiselle Chanel , con moderazione “more is more ”

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

Anche ad un ricevimento di Capodanno? Perche’ no!

 

Michelle M. Kling Hannover

 

 

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UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

di Michelle Kling Hannover  

Nell’articolo precedente  che raccontava l’apertura del Carre’ Club Hermes a Milano vi chiedevo se sapete come si riconosce un foulard Hermes.

 

Vi svelo l’arcano mistero, salvo che non andiate in un negozio Hermes!

Altrimenti,  e’ importante perche’ ci sono tanti negozi che vendono oggetti meravigliosi vintage e puo’ capitarvi tra le mani uno splendido foulard che vi attira per i colori, o perche’ e’ proprio quel colore che cercate da anni, oppure perche’ solo vi piace e pensate che sia un Hermes originale. Capita  un’amica che indossa un meraviglioso foulard e, la curiosita’ e’ donna, pensate sia un Hermes….ma come riconoscerlo?

 

In tanti hanno imitato la Maison, ma le caratteristiche di rifinitura degli splendidi foulard Hermes sono riconoscibili solo ad occhi esperti.

 Un foulard Hermes è unico perche l’orlo viene fatto all’esterno , a mano da sarte specializzate, le cosidette “roulotteuses” se guardate bene  al rovescio si possono vedere i punti .

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

Un carrè Hermes è il regalo piu prezioso che si possa fare. Elegante, semplice, raffinato, destinato a correggere e o valorizzare una mise  creando un look sorprendente.

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

 

 

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IL CARRE’ CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

IL CARRE’ CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

articolo di Michelle Kling Hannover  

 

Come la mitica maison cartesiana, quadrata valorizza un suo prezioso prodotto  il carrè.  Semplice operazione marketing ? Direi leggermente piu fantasiosa  e meravigliosamente attualizzata  e così permette al pubblico di entrare in un mondo favoloso ma moderno e concreto.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
E’ cosi che Milano e’ stata scelta come tappa della mostra itinerante dopo New York, Los Angeles, Toronto .

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Si entra nel Palazzo Bovara  di Corso Venezia , dove l’enorme spazio di un piano intero ha permesso di dare libero corso a tutti gli aspetti piu insoliti intorno al tema carrè inventati da geni della comunicazione creativa , un team particolarmente allenato a dare il massimo per una riuscita che sorprende anche chi e abituato a tovarsi in eventi strepitosi.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
Si passa dai racconti sul foulard, alla sala giochi soffermandosi per le varie fasi della realizzazione del carrè in seta con un oggettistica originale, manicure tatuaggi e parrucche, polaroid e ritratti, agguingono un bel tocco di femminilità per le signore di ogni età . I tavoli stampati Hermes invitano a fare una sosta per degustare le prelibatezze finger food e Champagne Roederer  graziosamente serviti da ragazzi che indossano grembiuli imprimes .

 

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Tutto respira i colori e quasi quasi si  percepisce il fruscio della seta , dalle tute della prossima collezione che indossano le hostess ai carrè che fanno da divisa a tutti gli organizzatori.

Tanti foulard gelosamente custoditi che hanno attraversato e  superato tutte le mode possibili e immaginabili .

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Vi racconto una mia esperienza :  tanti anni fa arrivo con un volo transatlantico , ma  mi avevano smarrito la valigia , ed eratroppo tardi per comprare un vestito da sera; un lampo  di genio e una grande fortuna mi fanno trovare alcuni
foulard Hermes e riesco con tante spille da balia a costruirmi uno splendido abito lungo. Drappeggiato per andare al ballo.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
Un carrè Hermes è il regalo piu prezioso che si possa fare. Elegante, semplice, raffinato, destinato a correggere e o valorizzare una mise  creando un look sorprendente.

Ma in tutta questa storia, lo sapete come si riconosce un foulard Hermes ?

Aspetto le vostre risposte.

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