SGALLERY, L’ARTE NELLO SPAZIO IN DIVENIRE

SGALLERY, L'ARTE NELLO SPAZIO IN DIVENIRE

SGALLERY, L’ARTE NELLO SPAZIO IN DIVENIRE

Second Gallery di Expowall, è il secondo spazio espositivo di Pamela Campaner e Alberto Meomartini  e curato da Andrea Albanese dedicato alla fotografia, all’arte, al design e al vintage.

Uno spazio che cambia totalmente ogni tre mesi per renderlo sempre nuovo attuale in continuo rinnovo e movimento. Sono in vendita tutti gli oggetti  esposti non solo le immagini ma anche i componenti e i complementi d’arredo in cui sono immerse le fotografie. E’ un nuovo concetto di vivere l’arte, poterla apprezzare e acquistare. Un grande salotto dove ti siedi e consulti un libro, ascolti musica con casse bluetooth alimentate da petrolio come le vecchie lampade di una volta.

Il titolo dell’attuale allestimento fino a fine febbraio Unexpected Beauty” è una collettiva fotografica in cui le immagini sulle pareti incontrano l’arte moderna ed etnica: ci sono alcune immagini di Romano Cagnoni, Pietro Donzelli, William Batsford, Simone Sbaraglia, Giulio Cerocchi, Nicola Carignani.

 

L’obiettivo di questo nuovo spazio all’interno de La Casa di Vetro immerso in un’architettura industriale a Milano e’  sviluppare e potenziare l’eredità della fotografia. Il risultato è uno spazio che sembra  una casa, un salotto culturale che diventa galleria d’arte e insieme  concept store , dove gli artisti ospitati non restano bloccati alla galleria fine a se stessa ma convivono.

Le pareti cambieranno colore in base a nuovi allestimenti e mostre e temi,  così che ogni volta che ti capitera’ di passare da quelle parti non troverai mai lo stesso ambiente e le stesse opere. Ogni volta sara’ una storia nuova.  Pamela Campaner, Alberto Meomartini e Andrea Albanese racconteranno, con il loro coinvolgente entusiasmo, quanto l’arte debba essere alla portata di tutti.

Le fotografie della collezione sono sapientemente abbinate ai dipinti di Albanese, ma ci sono anche oggetti etnici assai curiosi poltrone vintage e vecchie radio posizionati con abilita’ e raffinatezza in mezzo ad opere di artisti che fanno dell’artigianato la loro arte. Come i bottoni o il  Bouquet di  Cinzia Mauri.

SGallery  esprime la voglia  di una galleria di casa, con uno stile smart, qualcosa di divertente e curiosa ed economicamente fattibile , per disperdere l’idea che l’arte,  la fotografia artistica, il complemento d’arredo e il vintage è per pochi privilegiati.

Come dice Pamela Campaner, “La fotografia è mista e abbinata a mobili, oggetti vintage, pezzi di design, sculture e dipinti. L’idea era di creare una vera e propria galleria di casa con un cenno a tutto ciò che riguarda lo stile di vita in generale “.

L’allestimento e’ stato curato e manualmente eseguito da Andrea Albanese e dal suo occhio artistico, che ha suddiviso gli spazi aperti con grande gusto, ogni tanto qua e la’ un suo quadro, rigorosamente senza titolo. Ha l’aria di un uomo libero, uno sguardo profondo e saggio, realizzato nelle sue forme d’arte piu’ svariate complesse e semplici.

Ruba la frase a Picasso:”Quando l’ispirazione arriverà, mi troverà lavorando” …..e’ quello che gli ho visto fare durante l’allestimento.

Ama i materiali di recupero, per ridare vita a ciò che si butta o che non si vuole più.

Non c’e’ da stupirsi quindi di entrare e rimanere affascinati, fare un primo giro e poi farne un altro, soffermarsi, riflettere, pensare e farsi attrarre da ogni oggetto. Avvicinarsi, guardarne le forme, i colori, i soggetti. Rifare ancora un altro giro e….. stare.

 

 

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UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

di Michelle Kling Hannover  

Nell’articolo precedente  che raccontava l’apertura del Carre’ Club Hermes a Milano vi chiedevo se sapete come si riconosce un foulard Hermes.

 

Vi svelo l’arcano mistero, salvo che non andiate in un negozio Hermes!

Altrimenti,  e’ importante perche’ ci sono tanti negozi che vendono oggetti meravigliosi vintage e puo’ capitarvi tra le mani uno splendido foulard che vi attira per i colori, o perche’ e’ proprio quel colore che cercate da anni, oppure perche’ solo vi piace e pensate che sia un Hermes originale. Capita  un’amica che indossa un meraviglioso foulard e, la curiosita’ e’ donna, pensate sia un Hermes….ma come riconoscerlo?

 

In tanti hanno imitato la Maison, ma le caratteristiche di rifinitura degli splendidi foulard Hermes sono riconoscibili solo ad occhi esperti.

 Un foulard Hermes è unico perche l’orlo viene fatto all’esterno , a mano da sarte specializzate, le cosidette “roulotteuses” se guardate bene  al rovescio si possono vedere i punti .

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

Un carrè Hermes è il regalo piu prezioso che si possa fare. Elegante, semplice, raffinato, destinato a correggere e o valorizzare una mise  creando un look sorprendente.

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

 

 

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IL CARRE’ CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

IL CARRE’ CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

articolo di Michelle Kling Hannover  

 

Come la mitica maison cartesiana, quadrata valorizza un suo prezioso prodotto  il carrè.  Semplice operazione marketing ? Direi leggermente piu fantasiosa  e meravigliosamente attualizzata  e così permette al pubblico di entrare in un mondo favoloso ma moderno e concreto.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
E’ cosi che Milano e’ stata scelta come tappa della mostra itinerante dopo New York, Los Angeles, Toronto .

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Si entra nel Palazzo Bovara  di Corso Venezia , dove l’enorme spazio di un piano intero ha permesso di dare libero corso a tutti gli aspetti piu insoliti intorno al tema carrè inventati da geni della comunicazione creativa , un team particolarmente allenato a dare il massimo per una riuscita che sorprende anche chi e abituato a tovarsi in eventi strepitosi.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
Si passa dai racconti sul foulard, alla sala giochi soffermandosi per le varie fasi della realizzazione del carrè in seta con un oggettistica originale, manicure tatuaggi e parrucche, polaroid e ritratti, agguingono un bel tocco di femminilità per le signore di ogni età . I tavoli stampati Hermes invitano a fare una sosta per degustare le prelibatezze finger food e Champagne Roederer  graziosamente serviti da ragazzi che indossano grembiuli imprimes .

 

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Tutto respira i colori e quasi quasi si  percepisce il fruscio della seta , dalle tute della prossima collezione che indossano le hostess ai carrè che fanno da divisa a tutti gli organizzatori.

Tanti foulard gelosamente custoditi che hanno attraversato e  superato tutte le mode possibili e immaginabili .

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Vi racconto una mia esperienza :  tanti anni fa arrivo con un volo transatlantico , ma  mi avevano smarrito la valigia , ed eratroppo tardi per comprare un vestito da sera; un lampo  di genio e una grande fortuna mi fanno trovare alcuni
foulard Hermes e riesco con tante spille da balia a costruirmi uno splendido abito lungo. Drappeggiato per andare al ballo.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
Un carrè Hermes è il regalo piu prezioso che si possa fare. Elegante, semplice, raffinato, destinato a correggere e o valorizzare una mise  creando un look sorprendente.

Ma in tutta questa storia, lo sapete come si riconosce un foulard hermes ?

Aspetto le vostre risposte

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CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL’ANIMO POETICO GIAPPONESE

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL’ANIMO POETICO GIAPPONESE

“Salvare l’ora”

 

E’ una mostra intima che nasce “nell’esperienza chiusa del male di vivere e della malattia del corpo, quando il tempo si pone come termine ultimo, chiudendo apparentemente ogni apertura verso il senza fine del futuro” (G.Chiaramonte).

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

Obbligato dall’immobilità a rinunciare a piazzare il cavalletto e al tempo lungo dell’attesa e della contemplazione, Chiaramonte, si fa trovare dalle parole aprendo per ognuno di noi un nuovo modo di vivere la sua fotografia: quello dell’istante.

Inaugurazione e’ avvenuta il 15 novembre in Expowall  Gallery, in via Curtatone, 4 a Milano, nel cuore della vecchia città. Gia’ protagonista durante Expo 2015 per la costruzione di un muro in tempo reale fatto da fotografie di Instagram dei visitatori di Expo, oggi e’ un centro per la riflessione e la divulgazione della fotografia a Milano grazie   a Pamela Campaner co-founder di Expowall Gallery

Apre la serata Alberto Meomartini, emozionato davanti ad una galleria piena piena di gente e introducendo l’artista non come tale ma come amico e sottolineando la giornata speciale per un ritorno atteso e fortunato.

Poi Umberto Fiori poeta, 40 anni di amicizia con Chiaramonte, racconta che di solito con le foto dell’artista sparse sul letto, e’ lui che s’immerge nelle immagini per trarne poesia.

Questa serata, quest’occasione, questo libro e’ uno “scippo” ricco d’amicizia e affetto che Chiaramonte fa a Fiori perché e’ il fotografo che diventa poeta attraverso la metrica giapponese Haiku.

 

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

 

Tre versi per rendere un’immagine essenziale, per scrivere un pensiero dell’anima che diventa percezione. Difficilissimo esprimere in tre brevi righe la profondità, l’innovazione, la percezione, l’anima di un pensiero, quello che ha fatto cogliere quel preciso scatto, con quella luce e quella angolazione, quelle ombre e quel soggetto.

L’Haiku non ha titolo, e’ semplice, e’ una sintesi tra pensiero e immagine cristallizzandone i particolari in quel preciso attimo, o frazione di attimo tanto quanto e’ il tempo dello scatto fotografico.

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

 Cito l’ Haikai di Mario Chini che mi sembra racchiudere questa bellissima serata

In tre versetti
tutto un poema, e, forse,
tutta una vita

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

Rinnovamento e innovazione mirano a quella trasformazione che permettono alla vita di affrontare e superare i momenti bui . e per tanto far emergere  soluzioni vitali nuove .

E quindi la vita sopravvive soltanto facendosi opera d’arte di se stessa.

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

Chiaromonte sostiene che a prevalere è la riflessione, la meditazione i cui temi sono tempo, spazio, infinito, silenzio, dio, meditazione cuore, anima, ombra, , luce, pensiero come  sguardo; lo sguardo e’ quello attraverso l’obiettivo

A sua volta lo sguardo chiama l’infinito che ci ascolta e si fa trovare.

Lo sguardo chiama, quindi diventa voce.

L’infinito non è visione tecnica ma ascolto della voce dello sguardo, quindi ascolto attivo per farsi trovare. L’occhio chiama e l’infinito gli corrisponde.

Nel libro affiorano le parvenze del mondo attraverso la fotografia.

Quindi il visibile nasce da un appello per dare una risposta.

“Dove  il pensiero

s’interrompe in frantumi

 inizia l’altro”.

 

Ricorda l’artista quando negli anni 68/70 si trovava in Sicilia sull’ Etna oltre 3000 mt. di altezza Sorride mentre racconta rivivendo quell’esperienza.

“ Trovai un posto x il mio sacco a pelo ma nessuno mi disse che la terra a quell’ altezza tremava e fui scosso dal rimbombo della terra.” Prende una pausa  e dichiara:”Nel l’infinito come fai a star fermo?”

Continua: “Mi addormento ma ero circondato da lava. Mi sveglio e mi trovo la via lattea.

Ecco, la foto nasce li.

Ero in mezzo a due infiniti.

Galassia, Etna, terra mi abbracciavano, alberi, pianeta tutto insieme.

Era un’esperienza profonda. Tra me e fuori c’era un incontro tra parole e immagine ossia un parlare visibile.

Altrettanto quando mi capito’ di domandarmi quanto tempo avevo da vivere e il dolore era tremendo. Anche in quella occasione, in  un punto imprendibile dentro di me, c’è stato qualcuno che disse: “devi fare quella foto lì.”

 

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

Bellissima la conclusione del suo intervento in cui dichiara

“Non ho inventato nulla ho solo messo insieme” . Questa esperienza, il libro, le fotografie, tutto insomma,  è divisa con tutti i miei colleghi con chi ha permesso la realizzazione di tutto ciò’ perché dalla condivisione della parola nasce l’opera umana perché L’ALTRO ESISTE!

Ad ognuno la propria riflessione su questa frase finale che chiude l’intervento di Chiaramonte.

L’altro e’ il male, la malattia, altro essere umano?

Queste riflessioni così profondamente uniche e umane nascono da un suo periodo difficile? Anche la sofferenza diventa INNOVAZIONE?

Ma….anche se  “L’altro mi vuol male, alla fine mi fa del bene”.

Uno spiraglio

Nel Male del mondo

Il tuo volto

Salvare l’ora raccoglie 63 istantanee, molto piccole ma potenti. A queste immagini Chiaramonte accosta gli haiku, brevi e raffinati versi che per il fotografo congiungono il tempo istantaneo e le infinite possibilità di incontrare il divino.

Inizia il giorno

Si sveglia il cuore e guarda

Inizia il mondo

 

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

 

Chiaramonte racconta il suo percorso di dolore e rinascita tornando a esporre in galleria.

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

Salvare l’ora è quindi anche il libro che e’ stato  presentato in anteprima in occasione dell’apertura di Milano Bookcity insieme al poeta Umberto Fiori.

GIOVANNI CHIARAMONTE

Salvare l’ora

Galleria Expowall

Via Curtatone 4, Milano

M3 Porta Romana/Crocetta

Durata: 15 novembre – 20 dicembre 2018

Orari e ingressi: da mercoledì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00 sabato ore 10.00 -13.00 domenica, lunedì, martedì e giorni festivi si riceve su appuntamento

INGRESSO LIBERO

Per informazioni: Expowall Gallery | +39 338 86 84 605 | info@expowallgallery.com

FOTOGALLERY

 

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DAL POLIEDRO SCATURISCE IRMA PAULON

DAL POLIEDRO SCATURISCE IRMA PAULON

DAL POLIEDRO SCATURISCE IRMA PAULON

Irma Paulon e’ un’artista dalle mille sfaccettature perché sperimenta e ricerca la scia per esprimere tutta la sua vena artistica, e se stessa, attraverso le forme più strane della comunicazione e dei colori ascoltando in primis le emozioni che  vive, interiormente,  nel creare.

Uno dei materiali che meglio plasma la sua esplosione creativa e’ la resina.

 

DAL POLIEDRO SCATURISCE IRMA PAULON
“DODICI SFUMATURE DI VERDE” , Giardino Ponte Chiodo

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ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO

Che sia tutto vero, falso, costruito, premeditato, francamente non importa. Almeno per oggi o domani o ancora per qualche giorno.

Sfido chiunque a non essersi distaccato dalla propria realtà e non aver sognato per un paio d’ore la scarpetta di Cristallo

Per quanto disillusi dai sogni, colpiti tutti i giorni da una quotidianità cruda e meschina, difficile e disincantata dei giorni nostri, e’ inevitabile fantasticare e giocare con la mente e pensare che da qualche parte, le favole esistono.

E’ a quelle che spesso ci aggrappiamo e pensiamo, quelle fiabe mai reali, mai concrete, mai realizzate.

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Kate e i bambini

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Il velo

 

Tutto il tempo della diretta, scattando foto con un vecchio cellulare, mi sono accorta che i muscoli facciali erano distesi in un sorriso dolcissimo e melanconico, tra ricordi e attualità, speranze ed illusioni, delusioni e amarezze.

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Mamma di Megan, emozionatissima

 

Grande il discorso sull’amore del reverendo Michael Curry, 66 anni, americano,  capo della Chiesa episcopale degli Stati Uniti d’America. Declama il potere dell’amore che dovrebbe avere sugli esseri umani in un mondo in cui ci si ammazza per poco, per rabbia, per disperazione, per religione, per etnia, per sesso.

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Reverendo Michael Curry

Col coro Gospel, che cala a fagiolo, durante la cerimonia ci si rende conto del grande disegno comunicativo della Gran Bretagna.

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Direttrice del coro con “Cofana” grigia satinata

 

Xanax a gogò per la Regina e il protocollo reale, ma obiettivo simil nobile per il rilancio di una grande monarchia.

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
La regina Elisabetta e il principe Consorte

Tutto e’ stato studiato a tavolino; quello governativo, politico, religioso, economico, monarchico….

 

 

Niente al caso, ma una gran bella favola!

Cenerentola, e la sua scarpetta di cristallo, e’ super attuale.

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Finalmente sposi!

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Ragazzi…… in carrozza!

 

ROYAL WEDDING E LA SCARPETTA DI CRISTALLO
Lady D

Un pò di Gossip

Un libro e’ sempre un’ottima idea

 

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

L’estate si avvicina e…cosa c’è di più bello di un’uscita “fuori porta” in Franciacorta?!

La Champagne italiana è ricca di storia e prestigio: oltre 100 cantine esprimono bollicine Metodo Classico dalla qualità straordinaria.

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

Vi offriamo un’opportunità unica: la visita di 2 piccoli, ma prestigiosi produttori (accuratamente selezionati) con trasferimento in pullman Gran Turismo, per darVi l’opportunità di fare tutti gli assaggi che desiderate in assoluto relax e senza il pensiero del…viaggio di ritorno.

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

Guida di eccezione del nostro tour è l’esperto sommelier Maurizio Pandolfi, già membro della Commissione di Degustazione della Camera di Commercio di Brescia, proprio per la Franciacorta). Il viaggio d’andata sarà occasione, per il nostro esperto, per raccontarVi il territorio della Franciacorta, la sua storia, i suoi aneddoti.
Naturalmente Maurizio sarà a Vostra disposizione per tutte le domande, consigli e le curiosità che vorrete soddisfare relativi al mondo del vino.
Seguirà la visita completa della prima cantina: se il tempo lo permetterà, faremo una passeggiata fra i bellissimi vigneti attigui all’azienda, poi visiteremo i locali di spumantizzazione e di affinamento, con la guida di Maurizio e della proprietaria della struttura che ci illustreranno le magie e i segreti del Metodo Classico, il modo migliore per creare uno spumante.

Al termine, in un suggestivo locale con volte a pietra, è prevista la degustazione guidata dei Franciacorta più rappresentativi della cantina e, a seguire, un ricco buffet.

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA
Il tempo di un meritato relax e, nel primo pomeriggio, si ripartirà per la seconda cantina. Anche in questo caso visiteremo, sempre con il nostro “Cicerone” d’eccezione, le vigne (tempo permettendo) e la cantina di produzione. A seguire, un’ampia degustazione guidata degli spumanti più significativi: dal Brut al Pas Dosè, dal Rosè al Saten.​

Al termine, il nostro pullman Gran Turismo ci accoglierà per riportarci comodamente a Milano, magari “schiacciando un pisolino” ristoratore…!
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Programma dell’iniziativa per Domenica 17 giugno 2018:

– ore 9:00 – Ritrovo a Milano presso il parcheggio dell’Obelisco del Bottonuto (tra MM3 Montenapoleone/MM3 Turati e MM1 Palestro) per registrazione e saldo quota.
– ore 9:30 – Partenza da Milano dal parcheggio dell’Obelisco del Bottonuto
– Mattina e pomeriggio: visita alle cantine
– ore 19 circa – Rientro a Milano presso il parcheggio dell’Obelisco del Bottonuto

La gita si svolgerà anche in caso di pioggia.

Quota di partecipazione: 80 euro, di cui 40 euro di acconto da versare anticipatamente entro il 11/5/18, tramite bonifico bancario o tramite PayPall (i riferimenti verranno forniti in seguito all’iscrizione); l’importo rimanente sarà da versare, in contanti, direttamente il giorno dell’iniziativa, prima della partenza. La partecipazione all’iniziativa avverrà esclusivamente dopo il versamento della quota d’acconto e dopo la ricezione di conferma, tramite messaggio.

NOTA BENE
· La sola iscrizione in lista, senza il versamento dell’acconto, non sarà considerata valida per la partecipazione all’iniziativa.
· L’organizzazione si riserva di chiudere la lista in ogni momento.
· L’acconto di 40 euro euro versato a titolo di acconto sarà restituito solo in caso di annullamento dell’iniziativa da parte dell’Organizzazione .
· Non è possibile aggregarsi all’iniziativa durante la giornata, ovvero durante lo svolgimento della medesima.

per info ed iscrizioni:

info@sensiinmovimento.it  –  347/28.00.360

PROSIT! USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

 

a  Cura di Maurizio Pandolfi dal 2013 è membro della Commissione di Degustazione ufficiale del Franciacorta docg e delle d.o.c. bresciane; ha scritto un e-book sui vini naturali e ha ideato e condotto una trasmissione radiofonica interamente dedicata al vino.

IL SITO DI SENSI IN MOVIMENTO E LA PAGINA FB

pagina FB Alle Volte Spazio

USCITA FUORI PORTA IN FRANCIACORTA

DIETRO LE QUINTE DEL VINO saperne di più per scegliere meglio

PIRATI. IL MARE INFINITO DELL’ANIMA

PIRATI. IL MARE INFINITO DELL'ANIMA

PIRATI. 

IL MARE INFINITO DELL’ANIMA

Per allietare la nostra memoria ed i nostri sogni, un racconto che narra di pirati, vascelli, velieri e caldo potrebbe essere l’ideale per far volare il nostro pensiero dentro una storia di fantasia, ma che per magia ci cattura con serena armonia.

Tutto iniziò un giorno lontano, quando le storie di pirateria erano più importanti di qualsiasi altro evento che potesse accadere. Corsari, pirati, vascelli e velieri spagnoli e britannici da abbordare. Il calore dei Caraibi, le taverne piene di rozzi galeotti pronti ad uccidere per qualche sporco doblone.

Ma, come in tutte le storie che si rispettino, a catturare l’attenzione di chi scrive, preso dalla frenesia del sogno, e del lettore, rapito dalle parole, c’è il protagonista. Ed il nostro, è un giovane ed avventato pirata, iniziato alla carriera sulla nave del grande pirata Barbarossa, dove era il mozzo tuttofare.

Cresciuto con ciurme di tutti i generi, allenato ai sette mari, il giovane crebbe fino a quando, un giorno, se ne andò. Prese un piccolo Sloob, imbarcazione di piccola stazza, comprato con i risparmi di una vita e, con altri tre uomini, amici fedeli, prese il largo.

Di lui non si ebbero più notizie per alcuni anni, fino a quando, una notte, una di quelle dove la luna splendente sul mare veniva pian piano offuscata da quella fitta nebbia, che si addensa fino a creare una coltre spessa e spaventosa, dove nelle ossa ti vengono i brividi di terrore pensando alle leggende delle navi fantasma, si vide una sagoma nera, in lontananza, mischiata con le nebbia grigia ed i raggi pallidi della luna, una stazza imponente che stava arrivando nella baia dell’isola di Norman, nell’unica insenatura conosciuta in cui poter sbarcare. Si, l’isola di Norman, conosciuta successivamente negli anni come l’isola del tesoro. La stazza dell’imbarcazione fendeva la nebbia come un coltello tagliente, quasi a far capire che avrebbe potuto osare di tutto. La nebbia sembrava muoversi al suo passaggio e, come improvvisamente calata, così di li a pochi istanti si diradò, svelando la nave, un poderoso veliero, con cannoni luccicanti come fossero d’argento, vele di un bianco lucente che nemmeno le stelle potrebbero esserlo di più. Una ciurma composta da prodi combattenti, armati ed abili, circa 60 uomini, e poi lui, il giovane partito anni prima con una piccola imbarcazione, comandante di un veliero da mille ed una notte, sconosciuto a tutti ma non ai suoi uomini. Il suo nome era Enry Fly ma lo chiamavano Silver, comandante del Veliero Blade Sea.

La curiosità dicono sia donna, ma non sempre è così. Silver aveva una morbosa voglia di sapere il suo nome. La cena iniziò, e di li a poco egli non resistette ” Mia signora, la vostra presenza illumina tutta la stanza, ancor di più della luna che splende, e delle stelle che brillando rendono luminosi i vostri occhi. Vi prego, concedetemi l’onore di conoscere il vostro nome”

” Volevo farvi stare sui carboni ardenti fino alla fine, ma siccome il vostro comportamento è degno di un vero pirata gentiluomo ve lo dirò. Mi chiamo Isabelle Carugue, ma tutti mi chiamano Lady Black”

Andarono avanti a chiacchierare, bere e mangiare tutta la notte. Le diede una camera della nave, la sua camera, quella del comandante, e lui andò in un’altra stanza, per farle capire che la sua galanteria era vera.

Una sera, come solito essere, Silver salutò Isabelle augurandole la buona notte. Lei a voce bassa, per la prima volta, disse ” Rimani. Sta sera non andare. Vorrei che tu iniziassi a rimanere….” Lui si bloccò, sentii il suo cuore fremere e palpitare talmente forte che nemmeno l’adrenalina delle battaglie più feroci lo fecero pulsare così. Un brivido, un tremito, un calore freddo ma dolce lo avvolse. Si girò verso di lei, stupendamente luminosa con i raggi di luna che la colpivano dalla finestra della poppa. Incantevole visione di una donna con i capelli ricci raccolti con la coda, il viso leggermente chino, lo sguardo dolcemente caldo verso di lui. E lui con calma e tranquillità chiuse la porta della stanza, le si avvicinò, le accarezzò il viso, così vellutato da sembrare il petalo di una rosa, le sfiorò i capelli spostandoli dalle sue guance, annusò il suo profumo, un profumo naturale, creato con estratti di gelsomino ed orchidee, inebriante più del miglior vino, la fissò negli occhi. Lei era appoggiata con la schiena ad una colonna in legno lavorata del letto, con le braccia dietro di se. Le labbra si avvicinarono. Il bacio. Oh sì, quel fatidico bacio aspettato da così tante lune, quel sapore di frutti di bosco delle sue labbra, quel bacio, che racchiudeva tutte le parole che si dicono in silenzio. Il vero primo loro bacio appassionato. E la notte era appena iniziata, lunga, con lieve brezza estiva, non troppo calda, ideale per permettere a due amanti di gioire dei loro piaceri, di soddisfare le loro esigenze erotiche. E che mattina diversa, svegliarsi con lei accanto, guardarla nel sonno, accarezzarla, tenerla a lui, proteggerla, e lei sorridente nel sonno, felice. Felice di aver fatto il primo passo, contenta di come tutto stava andando. Magari in fretta, ma forse doveva essere così.

Tutti immobili, senza parole. Era la prima volta che vedevano, Silver ed Isabelle compresi, una “Nave Fantasma”. Alla deriva, vele rotte e squarciate, albero maestro rotto per metà. Silver ordinò agli uomini di “arpionarsi ed agganciarsi”.  Si fissarono all’imbarcazione. Alcuni uomini avevano paura avendo più volte sentito storie di fantasmi e scheletri che vivevano sulle navi fantasma e che non potevano essere uccisi. Silver, Lady Blake ed alcuni uomini salirono a bordo del vascello. Spada in una mano, pistola armata nell’altra.

Iniziarono ad esplorare il ponte. Tutti vicini a guardarsi le spalle l’uno con l’altro. Nulla, nessuna ombra di equipaggio. C’erano bauli chiusi, botti, cannoni arrugginiti e con alghe incrostate sopra. Salirono sul ponte di comando, entrarono nella poppa della nave guardando sempre con cautela eventuali ombre in movimento. Arrivarono nella cabina di comando, la porta era socchiusa. Silver lentamente la aprì, un forte cigolio, quello di una porta che era li bloccata da molto molto tempo. Un sobbalzo, un sussulto, alcuni uomini iniziarono a tremare. La scrivania del capitano, la sua sedia di comando, e li, come se li stesse aspettando, il comandante. Cappello blu, o almeno quello che ne rimaneva, ma cappello da corsaro, giacca blu e grigia, anche quella mezza consumata dal tempo, con bottoni d’oro inverditi dall’umidità. E poi lui, ormai scheletro, senza più carni, senza più pelle, con in mano ancora la sua pistola.

 

PIRATI. IL MARE INFINITO DELL'ANIMA

 

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CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI

 

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Gigantesca la torta per festeggiare la nuova Sede di Via Pellegrino Rossi

Il 24 FEBBRAIO 2018 alle 18 è stata inaugurata una’altra sede dei Centri Servizi Falvo  che offrirà ai cittadini assistenza previdenziale e fiscale e non solo, voluta da Peppino Falvo.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Arriva in largo anticipo la mitica Ape con la Vela del Patronato per l’ inaugurazione

 

Anche questa volta il marciapiede di via Pellegrino Rossi n.91 a pochi minuti dalla fermata della MM Affori  era pieno di gente per festeggiare con grande allegria e partecipazione e con un’atmosfera già vissuta due anni fa durante l’inaugurazione della sede di Via Soderini a Milano.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Palloncini e tantissima partecipazione

Ritrovo Peppino Falvo con i suoi occhi azzurri e profondi che prende il microfono e fa il discorso di apertura e di inaugurazione.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Peppino Falvo e il discorso di apertura

Ancora una volta sento parole come investimento nel sociale, nell’amore e nella solidarieta’ che contrastano l’odio, la crisi economica dilagante, la povertà in aumento.

Solo l’aiuto, l’umanità, il supporto ai più fragili può creare posti di lavoro, e sostegno a persone che da sole non ce la fanno.

Per questo i “Ragazzi Falvo” vengono formati per aiutare i cittadini in tutte quelle pratiche burocratiche sconosciute alla maggior parte, ma che possono far ottenere una pensione, un’invalidità’ oppure rendere arretrati di cui una persona  ha diritto ma nessuno glielo dice.

Si aggiunge oggi un altro punto di riferimento per il cittadino, un’altra sede che si unisce alle altre ormai numerose  dislocate in città ed in quartieri dove si sa bene le necessità e le richieste di assistenza.

La formazione e l’aggiornamento tra un’elezione e l’altra sono in continuo cambiamento e ribaltamento o annullamento, per cui difficile star dietro a tutte le riforme, leggi ecc.. Un occhio ai consumatori, ai loro diritti e alla loro tutela e’ un altra base dei corsi che gli addetti fanno, perché l’argomento e’ ricco di  cavilli e cavillini per non aiutare cittadini che perdono il lavoro, ai quali non viene  riconosciuta un’indennità’ e via dicendo.

Ma una persona come va avanti in questo bailamme di disordine!

Per me scoprire l’esistenza dei Centri Falvo e’ stata una rivelazione fondamentale per conoscere realtà burocratiche e fiscali sconosciute.

Infatti tra le parole di Peppino Falvo scaturiscono gli ottimi risultati di pratiche “impossibili” portate al successo ove il successo potrebbe essere l’ arretrato di un contribuente ridotto alla fame e riportato ad una vita dignitosa poiché e’ stato aiutato ad ottenere dei soldi che gli spettano, ma nessuno si e’ degnato di dirglielo, di comunicarglielo, di darglieli.

Ecco i cavilli e i cavillini!

Devi fare richiesta in un ginepraio di documenti illeggibili alla maggior parte, fare  un iter burocratico e attendere la documentazione completa e poi inviarla all’ufficio competente:  l’assistenza di questi ragazzi aiuta ad orientarsi, ad avere risposte a ottenere i propri diritti.

Durante la selezione Peppino individua elementi dalle forti doti umane e sociali, perché risolvere una problematica economica non basta, bisogna farlo con umanità.

E’ necessario avere un contatto delicato e ricco di sensibilità per ascoltare e risolvere.

Durante la giornata ne ascoltano tante di situazioni assurde, drammatiche, dolorose!!!

I ragazzi del Team Falvo sono pazienti e si fanno in 4 per ogni singolo cittadino che gli si siede davanti. Cercano soluzioni in ogni direzione …. la resa non e’ concepibile.

Per non parlare del rapporto con gli stranieri  che a stento mettono insieme due parole d’italiano, chiedono permessi di soggiorno o ricongiungimento familiare o altro che riguarda il lavoro e, nonostante la difficoltà della lingua, la pazienza e la gentilezza dell’accoglienza e’ uguale per tutti.

Confermo che alla base dei  Centri Falvo  c’e’ una scuola di umanità del Dott. Peppino!!!!

Il  papà di tutti questi ragazzi che lavorano con gran dedizione e serieta’.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Sempre tutti insieme

 

Dopo il discorso, scrosciano gli applausi e iniziano i festeggiamenti e musica e danze, chiasso, risate e bicchieri di spumante e dolci e salati in abbondanza e con semplicità.

Mi passa accanto Peppino e mi dice: “qui e’ sempre così”.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
I festeggiamenti dopo l’inaugurazione

Come e’ sempre così?

Questa allegria, questa energia, questa apparente spensieratezza che contrasta i drammi di chi si rivolge ai loro uffici? In effetti e’ proprio quello che mi ha colpito.

Arriva un messaggio di Don Valeriano presente all’inaugurazione di Via Soderini che si scusa per non poter intervenire. Dice poco ma dice tantissimo : si scusa per l’assenza e augura ogni bene al team che occuperà la nuova sede e i cittadini che a loro si rivolgeranno dai prossimi giorni, perché le persone hanno tanto bisogno di questi Centri di Assistenza previdenziale, lavoro difficile e faticoso. Ma e’ certo che, come successo già in Via Soderini, anche qui in Via Pellegrino Rossi , le soddisfazioni non saranno solo gli stipendi ma la gratificazione che riceveranno dai cittadini che assisteranno.

E’ vero, lo so per esperienza.

Se vi rivolgerete all’ultimo nato dei patronati creati dal Dott. Peppino Falvo, come minimo riceverete un sorriso, accoglienza e risposte chiare.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Alcuni sorrisi delle “Ragazze Falvo”

In mezzo ad un mondo e una società allo sbaraglio, ancora mi stupisco davanti a tutti questi ragazzi dalla carica dirompente e mi dico:

“Davvero esistono persone del genere? Si, esistono e per fortuna che esistono.”

Il loro segreto e’ essere una grande famiglia che condivide lavoro, formazione, congressi, pranzi, matrimoni, weekend. Questo li rende senza alcun dubbio una grande squadra.

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
La grande famiglia Falvo

 

CENTRI SERVIZI FALVO MILANO , E’ IL MOMENTO DI VIA PELLEGRINO ROSSI
Un giro sul Lago, sempre tutti insieme

 

Per maggiori informazioni consulta il Sito CENTRO SERVIZI FALVO

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BUON 2018

BUON 2018

Il 2017 che sta andando via e’ stato un anno davvero difficile e complesso ma mai arrendersi, mai farsi sopraffare, mai cedere e, soprattutto, imparare a godere delle piccole cose, delle sfumature, dell’ottimismo perché domani potrebbe essere migliore e quindi, cerchiamo sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno. Le conquiste, anche piccoline, sono quotidiane….bisogna guardarle e goderne.

 

Buon anno a tutti dal Team di 50annieround e dalla sua pagina FB

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