UN ANGOLO DI NAPOLI, NAPOLI A MILANO

UN ANGOLO DI NAPOLI, NAPOLI A MILANO

COME ANDARE A MANGIARE DA NONNA E DA MAMMA

Parliamo di cucina? Parliamo dell’ennesimo ristorante che apre a Milano?

No, parliamo di casa…tutt’altra storia!!!

Ieri sera son capitata da A’Pizzella in Via Francesco Ferrucci 1, corso Sempione quasi sotto la Rai, praticamente ad un passo da casa, quindi quale miglior occasione e comodità?

Da un paio di settimane in zona ci avevano detto che aveva aperto una nuova trattoria napoletano ed ero curiosa di andare ad assaggiare i piatti della mia tradizione e che continuo a mangiare da mamma. E che nessuno eguaglia, neanche il miglior ristorante e non per affetto o bravura ma perche’ la cucina napoletana e’ una filosofia. In ogni famiglia c’e’ qualche piccolo segreto sulla medesima ricetta e non lo si dice ma, spesso, le discussioni su chi lo fa meglio sono all’ordine del giorno…e c’e’ da ridere.

Qual è il Gattò  (gateau) originale, quali gli ingredienti del ripieno?  E qui si scatena l’inferno.

La differenza tra Casatiello e Tortano? Uh! Non ne parliamo proprio.

Qui a Milano i napoletani sono tanti e altrettanti i ristoranti partenopei che nascono come funghi. La cucina napoletana e’ molto amata e la pizza e’ ovviamente, ormai, nota e riconosciuta come un piatto meraviglioso che accontenta tutti….ma c’è pizza e pizza!

Non sai dove andare…vai a mangiare una pizza. E’ buona anche quella del  “kebabbaro” qui sotto casa, ma anche quella del napoletano dietro casa. Ma l’eccellenza? Quella che il vero napoletano DOC riconosce come quella  che si fa a Napoli?

Com’e’ che a Napoli la pizza e’ diversa?

Dicono sia l’acqua della pasta, la mozzarella, il basilico “baobab” che qui a Milano devi comprare una piantina ogni due giorni se vuoi che sia con le foglie verdi e grandi, perché al terzo giorno già sbianca e si avvizzisce e comunque non e’ profumato. Non ti inebria.

Ho prenotato e sono andata con Susy Grossi, la mia grande amica astrologa, ottima cuoca multi regionale per cui il suo giudizio e’ sincero forse più del mio che son di parte ma anche assai critico perché conosco i sapori.

UN ANGOLO DI NAPOLI, NAPOLI A MILANO
Io, Max e Susy

Il menù grazie a Dio non e’ una infinita lista di troppe cose, ma il giusto e tutto della tradizione. Indecisione però nel scegliere cosa la golosità gradiva di più : parmigiana, zucchine alla scapece, friarielli , ziti alla genovese, scialatielli con vongole … avrei mangiato tutto!

 

Quindi ci ha pensato Max a consigliare il meglio della giornata.

Ecco, su questo farei una nota; quando lo chef consiglia è perché già ti vuole bene, perché la sua passione te la vuole offrire col cuore e, se ti fidi, stai certo che avrai il meglio e non sara’ così solo la prima volta ma sempre.

Una crocchetta di patate per entrè…appena uscita dall’olio di frittura.

Attenzione perché la frittura a Napoli e’ un’arte e quella era una crocchetta veramente da leccarsi i baffi come le faceva mia nonna che, fiera, portava a tavola la “sperlunga” e vedevi e non vedevi più le crocchette nel giro di un nano secondo!

Accostate ad un’ottima scarola della “nonna” simile a quella con cui si riempie la pizza di scarola che a casa mia si fa con aggiunta di uva passa, pinoli e acciughe, oltre ad aglio , olio e olive di Gaeta. Io, ultimamente ho apportato una modifica, ma non la dico per nessun motivo al mondo!!!

Poi baccalà fritto su un letto di crema di broccoli  e “ostie” sottilissime di pane fritto aromatizzato al rosmarino fuori menù .

Quando e’ arrivato sotto il naso c’è stata un’esplosione di profumi ben dettagliati e separati, mentre invece il sapore gustosissimo “mesciava” ottimamente il tutto.

Ed infine il trionfo della pastiera come la faceva mia nonna e la fa mia madre.

I locali sono da trattoria con mattoni a vista, ma i piatti sono presentati in modo moderno e le porzioni sono giuste.

Se vai a Napoli le porzioni son fin troppo esagerate. La cucina napoletana e’ molto ricca, saporita e condita, oltre che fritta. Max gli ha dato un tocco di raffinatezza  nell’impiattare modernamente e in modo proporzionato con bei piatti rettangolari e mantenendo rigorosamente i sapori della tradizione.

Ma quello che più mi ha colpito e’ stato ritrovare un’atmosfera di casa, un’accoglienza tipica napoletana fatta di cuore e generosità. L’ospite è principe, lo chef ama non tanto i complimenti che fanno sempre piacere, ma soddisfare, coccolare e far sentire a casa, come in un vicolo di Napoli capiterebbe a qualcuno che si siede al suo tavolo anche per caso, anche fosse uno sconosciuto. Questa è una delle magie di Napoli.

L’accoglienza e’ una caratteristica del ristorante napoletano, ma qui da A’Pizzella è di piu’ che in altri.

Un paio di stralci dal menu per comprendere quanta tradizione e ricordi senti nell’atmosfera di questa trattoria napoletana.

 

Quando son rientrata a casa mi e’ venuto  spontaneo  cercare nella libreria le poesie di mio nonno e tra le tante ho scelto questa che esprime quello che io ho trovato in questa deliziosa trattoria napoletana dove, se lo desidero, posso telefonare e chiedere di mangiare qualcosa di casa mia perché Max farà il possibile per accontentarmi.

 

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ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

Versi leggeri e deliziosi per raccontare un’esperienza unica, divertente e grandiosa

di Michelle Kling Hannover  

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

 

Si sono ritrovati

Minuziosamente selezionati

In un gruppo ben affiatato

Che non pretendeva affatto

Di bucare lo schermo

Ma non per questo in disarmo

Gentildonne e Signori

Che non sono gladiatori ,

Per affrontare con vigore

E tanto ardore

Un altro gruppo antagonista

Un tantino esibizionista.

Dopo giorni di casting

Di completi briefing,

Eccoli lanciati liberi

Abbastanza battaglieri .

Ma non è cosi facile

Anche se sembra futile

A un programma partecipare

Per contribuire a meravigliare

Tutti in fila numerati,

All’appello sorteggiati

O volontari candidati.

Ripetizione il primo giorno

Con i coach per contorno,

Adorabili ragazzi

Efficienti come razzi.

Un gruppo sportivo

Più che elettropositivo

Supera le prove

Alla grande laddove

Gli altri in acqua son caduti

Non ci siamo abbattuti.

Arriva il giorno fatidico

A dir poco magico.

La vera registrazione

È una bella sensazione.

Niente delle telenovelle

È una scena di stelle.

Con modelli professionisti

Conquistiamo i perfezionisti

I nostri cantanti ?

Belli e brillanti.

La prova del coraggio

E non è calendimaggio

La supera di sicuro

Come un siluro

Il nostro candidato

Ben preparato.

Anche nel talk show

Eccelliamo in know-how.

Per la cultura generale

Sembra di stare in tribunale

Con l’acqua alla gola

Ai tempi di Savonarola.

Fortissimi siamo

Ma non ce la facciamo.

Per i chock

Colour block

Parte il vulcano

Sono loro che festeggiano .

Non è un bisticcio

Ma il nostro caposquadra è Enzo Miccio!

Ma non ci serve un cric,

Siamo chic !

Never complain

Never explain ?

Non esattamente

Ma decisamente

Un po’ più personale

Meno radicale

Si Maestro Laurenti

Senza patteggiamenti

Lei che della comicità

Fa una filosofia premeditata,

Tutto in extremis

Dottor Bonolis

Lei bel conduttore

Di grande valore

Creatore emozionale,

Dal linguaggio tridimensionale ,

Gentile, energico,

Spiritoso mai bellico

Chic che vuol dire ?

Di eleganza arricchire

I dettagli di una vita

Non sempre fiorita.

E con garbo adattarsi

Senza mai glorificarsi

La soluzione migliore trovare

Senza farlo pesare.

Lo stesso orizzonte guardiamo

E poi ci regoliamo.

Complimenti e grazie di cuore

E lo dico con ardore,

A un team d’eccezione,

Che costruisce una trasmissione

Così  ricca, elettrizzante

E di suspens squillante.

Per noi un esperienza fenomenale,

Un regalo inusuale.

 

ANCHE GLI CHIC A CIAO DARWIN

Michelle M.Kling Hannover (FASHION&COMMUNICATION)

Partecipante al programma CIAO DARWIN  in onda venerdì 15 marzo 2019

Su canale 5

 

Michelle M. Kling Hannover

 

 

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DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

 

di Michelle Kling Hannover  

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

Dalla semplice spesa quotidiana allo shopping durante i saldi , il bon ton aiuta a vivere meglio.

Salutare quando si entra in un negozio, ma anche quando si esce  anche senza avere acquistato niente ; non mettere in causa le competenze del personale; impedire ai bambini presenti in una struttura commerciale di non comportarsi come fossero in un parco giochi, sono alcune delle regole del savoir vivre di oggi e di sempre.

Ognuno avrà cura di aspettare il proprio turno..non impazientirsi alla cassa se le  macchine non funzionano. Meglio non insistere sulla qualità scadente di un prodotto,  si rischierebbe di passare per maleducato. La negatività non è di buon gusto.

Durante i saldi l’affluenza ci lascia poco tempo per riflettere, teniamo sempre presente gli abbinamenti possibili di un capo e come inserirlo nel guardaroba e nella vita che conduciamo, in quale occasione potrebbe servire.

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

E’ difficile non farsi prendere dalle emozioni , e non facciamoci ingannare dai prezzi bassi e da oggetti inutili e presentati armoniosamente grazie al visual merchandising.

Chi non ha mai sognato di trovare l’accessorio ammirato in vetrina e ritrovarlo a prezzo scontato alcuni mesi dopo? E’ bello  costruirsi un look tanto desiderato , basta non essere tanto schiavi della moda.

Ai giorni d’oggi il vintage non scandalizza più anzi è diventato un pregio. Personalmente ,( e la mia confessione va contro il marketing) il 50% che si trova nei miei numerosi armadi proviene dai saldi , compreso le sontuose toilette di alta moda.

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

Ragazzi di tutte le età, in questi tempi di crisi, vi consiglio di acquistare capi  quanto più basic  per poi aggiungerci un accessorio fashion anche per distinguersi dalla massa .

Buoni saldi a tutti

DURANTE I SALDI, SALDATE insieme SAGGEZZA E FANTASIA !

 

Michelle M. Kling Hannover

 

 

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LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA’

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA’

di Michelle Kling Hannover  

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

Tanti puntini luminosi che ci fanno sentire luminose come stelle che ci accompagnano nel regno dei sogni .,  queste sono le petites pailles alias  sequins che proviene dalla parola veneziana zecchino invece di cucire monete d’oro nel ‘500  della Serenissima, furono applicati piccoli pezzi luminosi .

Ma che cosa hanno di tanto speciale questi minuscoli pezzi al punto che Leonardo da Vinci inventò una macchina per tagliarli ?

Perch’ già allora le donne alla corte degli Sforza volevano sentirsi delle fate frosty chic come del resto le egiziane ai tempi di Tutankhamon

Magia della primavera in pieno inverno , un abito paillettato è il mezzo più veloce per illuminare la quotidianità , una sobrietà luminosa, una sicurezza galvanizzante le paillettes , il leitmotiv della moda in questo momento; e non solo per la sera ?

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

Rendono irresistibile , danno vertigini , per contrastare un livestyle della nostra epoca, troppo rigoroso che tende al grigio. Sono l’ultimo rifugio della bellezza e del meraviglioso couture , il finale di una poesia folle.

E ci vogliamo sentire tutte delle gypsy mordorees forti come le icone glamour del cinema che spariscono per ricomporsi nel mondo magico della moda dettata dalla settima arte.

Per saperne dosare l’intensità , il colore e le sfumature ,  non basta giocare allo stilista revival dotato di una fantasia pratica , bisogna essere dotati di semplicità classicheggiante .

Le paillettes servono a farsi ricordare , più che a farsi notare , è come portare tanti gioielli in una volta ma senza rischiare l’overdose in questo caso contrastiamo il pensiero di  Mademoiselle Chanel , con moderazione “more is more ”

LE PAILLETTES , IL FASCINO DISCRETO DELLA LUMINOSITA'

Anche ad un ricevimento di Capodanno? Perche’ no!

 

Michelle M. Kling Hannover

 

 

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FLORILANDIA O L’ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

FLORILANDIA O L'ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

 FLORILANDIA O L’ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

scritto da Michelle M. Kling Hannover

 

Si stava avvicinando il Natale , in Paradiso erano tutti indaffarati ….Ma come mai ?

Sulla terra gli uomini non avevano in testa che l’apparenza , i paragoni , la competizione  e continuavano a comprare regali senza pensare al vero senso del Natale. Una festa in famiglia semplice , una ragione per stare insieme e godersi un momento di pace e serenità in modo tranquillo e in allegria.

Non c’era verso di tenere l’umanità fuori dalla bolgia natalizia.

Gli angeli lassù, quelli addetti alla decorazione floreale, erano abbagliati dalle luci, Santa Lucia era stravolta, troppi colori fluorescenti  disturbavano la pace degli occhi .

A un certo punto notarono un immenso negozio di fiori pieno di composizioni colorate e scintillanti  destinate a decorare le case, e in particolare dai rumori assordanti che ne uscivano come in un bazaar dell’oriente.

Ma non era causato dai clienti , il negozio era già chiuso, si trattava invece di un comizio di fiori per  questione di territorialità.

Il capo dei POINTSETTIA si mise a vantarsi :”io sono il più importante, il più richiesto, bianco o rosso scelgono me e da solo decoro una casa intera. Sono ovunque, merito più spazio di tutti, vengo dal Messico. Mi scoprì un’ambasciatore, la mia storia è meravigliosa , sono  il fiore della Santa Notte; i miei petali erano gocce di sangue di una dea morta per amore. Brillo come una stella.

 FLORILANDIA O L'ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

“Ma no – intervenne il VISCHIO -, sono io l’amore , le coppie si baciano sotto di me , per merito mio nascono amicizie, amori  e poi sono sacro.  I druidi mi raccoglievano con una falce d’oro perchè porto fortuna , tu STELLA DI NATALE, non hai petali e neanche le bacche.”

 FLORILANDIA O L'ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

“Zitto tu – rispose il AGRIFOGLIO –  VISCHIO, sei un parassita  e poi dalle tue bacche velenose si ricava una colla per uccidere gli uccelli, io invece porto longevità, serenità e proteggo le case dal demonio.  La vernice delle mie foglie mi conferisce nobiltà, le mie bacche rosse sono allegria .

 FLORILANDIA O L'ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

“Possibile che ti senti il più importante -parlava L’ELLEBORA-  “solo perché tu, AGRIFOGLIO hai dato il nome a un posto del cinema HOLLYWOOD (IL BOSCO DI AGRIFOGLI) paese degli attori e attrici in California…… ? Io sono l’unico fiore bello di Natale , la CHRISTMAS ROSE , regina di tutte le feste d’inverno, porto allegria, libero dalle pene, e poi tante belle donne portano il mio nome ROSE DE NOEL”.

 FLORILANDIA O L'ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

“Ma come tu sei il fiore dei pazzi –  intervenne il BUCANEVE –   io sono un delizioso campanellino , spunto con forza, sono la simpatia , l’ottimismo,  la speranza e la consolazione”.

 FLORILANDIA O L'ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

Questo è il colmo risposero tutti, ma tu non fai parte della famiglia natalizia, non sei ancora nato, e vedremo di farti tornare in primavera se c’è posto.

A questo punto apparve l’Angelo della Botanica: “Che succede in questo bello e profumato   spazio, colorato di pace ? Nessuno vi ha insegnato il rispetto del prossimo , che il gossip è di cattivo gusto . La rivalità fa male alla salute. E così che si parla durante gli ultimi giorni dell’Avvento ?  Belli della natura, miracoli della flora , non è questo il linguaggio dei fiori ! La vostra prepotenza sta diventando vanità, vi ritenete  tutti belli e forti , ma nella vita per essere grandi bisogna imparare a essere piccoli, l’umiltà è la base di ogni vera grandezza”. 

 – Nessuno fiatava, erano tutti intimoriti e pentiti dei loro discorsi –

“Anche se vi sentite dei trendsetter floreali , magnifici regali che addobbano le case, che danno gioia, rallegrano i cuori , tutti belli ma, come le persone, siete fragili”.

“Vi consiglio di mettere fine alle vostre parole spropositate, se no sarò costretto a incaricare chi vi orchestra di farvi appassire”.

E tutti all’unisono a rispondere – “No Eccellenza, Angelo della Botanica promettiamo di andare d’accordo, facciamo tesoro della Sua bontà , ci possiamo permettere di chiedere un piccolo regalo?  Nel sacco di Babbo Natale se ci potesse inserire anche per noi  serenità , tante occasioni di lavoro,  felicità, gioia e tanta forza per andare avanti ?”

L’angelo invece di rispondere lanciò un sorriso pieno di fiori,  allora capirono tutti che i loro desideri  stavano per essere  esauditi.

“Per premiare le vostre buone intenzioni e, visto che vi sentite internazionali, per evitare che vi prenda la noia , vi mando tanti puntini verdi in tutto il mondo; vi potete divertire ad ascoltare delle belle trasmissioni premendo sulle luci!

E’ Bellissimo!

 FLORILANDIA O L'ARTE DI FARE UN REGALO CON IL CUORE

“Grazie infinite di questo magnifico regalo magico” –  rispose il gruppo –  e cosi tornò la  serenità  nello spazio delle composizioni di fiori nella città delle luci.

 

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HUMAN RIGHTS: LA FOTOGRAFIA PROTAGONISTA DELLA STORIA DELL’ONU

HUMAN RIGHTS: LA FOTOGRAFIA PROTAGONISTA DELLA STORIA DELL’ONU

HUMAN RIGHTS: LA FOTOGRAFIA PROTAGONISTA DELLA STORIA DELL’ONU

Il 10 dicembre  1948 si e’ firmata la dichiarazione universale dei diritti umani.  A distanza di 70 anni da quella firma si e’ inaugurata la Mostra  HUMAN RIGHTS LA STORIA DELL’ONU (E DEL MONDO) nelle più belle immagini dell’archivio storico fotografico delle nazioni unite per il progetto history & photography, la storia raccontata dalla fotografia.

Casa di Vetroin via Sanfelice, 3 a Milano, apre le porte al pubblico per far conoscere la storia dell’Onu, e di conseguenza del mondo utilizzando come mezzo  le piu’ belle immagini della United Nations Photo Library.

La storia e’ raccontata dalle immagini identificative di vicende delle Nazioni Unite per episodi salienti rientrando nel progetto History & Photography

Geniale l’organizzazione che permette di pagare il biglietto (€ 5,00) una sola volta e tornare a godere della storia e delle immagini ogni volta che si vuole fino al 22 giugno 2019.

Gli argomenti, gli episodi son talmente tanti che non basta una visita sola. Inoltre e’ un periodo storico poco approfondito nelle scuole o indirizzi di studio, ed avere la possibilità di tornare, e tornare ancora, permette di poter studiare a fondo un periodo storico contemporaneo ed importante per la societa’ umana e politica di oggi.

Così si puo’ fare una prima visita, guardare una panoramica , farsi colpire da un’immagine che racconta uno specifico episodio, appuntarselo e poi tornare a scoprire qualche altro momento d’interesse per poi approfondire anche quello.

E’  fantastico l’allestimento dietro il quale c’e’ un lungo lavoro di ricerca sia d’immagini che di fatti; il percorso e’ studiato cronologicamente e  rappresentato da fotografie d’archivio in bianco e nero per terminare, con fotografie a Colori.

Ogni fotografia e’ accompagnata da una didascalia che descrive brevemente l’immagine, la data un titolo, ma quando varchi la soglia della mostra viene consegnato un libretto integrativo che arricchisce le didascalie spiegando piu’ dettagliatamente quella foto e quel relativo episodio.

Questo penso sia stato il lavoro più prezioso.  Basterebbe fare un giro senza quel libretto per capire che si potrebbe uscire bersagliati da tante immagini e date e, per quanto apprezzabile la scelta delle splendide fotografie, si rimarrebbe un po’ disorientati. Quel piccolo volume storico che spiega piu’ a fondo cosa rappresentano le immagini e il percorso iconografico ha un valore di studio  e di immediato approfondimento da poterlo ulteriormente analizzare.

La storia dell’Onu e del mondo contemporaneo e’ rappresentata dalle immagini che raccontano vicende dal 1945 fino ad oggi con missioni militari e civili in cui l’ONU e’ stata protagonista evolvendosi al passo con gli accadimenti storici.

Per come e’ allestito lo spazio piu’ che una mostra e’ un’immersione nella storia, quella piu’ vicina a noi e che spesso e’ conosciuta da pochi esperti.

 Inoltre c’e’ un archivio dedicato alle mostre precedenti raccolte  in grandi cataloghi plastificati che permettono, in totale liberta’, di consultare le mostre precedenti. Il visitatore gode piu’ e piu’ volte  della mostra ogni volta che lo desidera attraverso le immagini accuratamente scelte, e gli appassionati di fotografia possono apprezzare anche la storia della fotografia e la sua evoluzione.

Curata da Alessandro Luigi Perna  e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose   la mostra e’ composta da  una sessantina di  immagini in bianco e nero e a colori per raccontare la storia attraverso le immagini, che a parer mio, e’ il modo migliore per un impatto mentale – emotivo che non si disperde nel tempo. A maggior ragione oggi giorno in cui tutto e’ così rapido e veloce,  una fotografia rimane nella mente  se colpisce e, in questo caso, ci sono molte immagini che colpiscono davvero!

 Sono previste visite guidate e foto proiezioni per le scuole di Milano, ma e’ interessante e innovativo che le scuole di tutta Italia possono utilizzare in classe le fotografie  della mostra, anche quando la mostra chiudera’ i suoi battenti per mettere in pista un altro progetto, visionandole in Slide-show su lavagne digitali attraverso una connessione web, un link riservato e una password.

La scuola diventa digitale e connessa e il progetto History & Photography  diviene un unicum in Italia e forse nel mondo.

Un po’ di rassegna stampa:

Corriere.it

Lifegate

Dailycases

Arte.it

La Stampa

Avvenire

National Geographics

Rai Scuola

Sky Tg24 video

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SGALLERY, L’ARTE NELLO SPAZIO IN DIVENIRE

SGALLERY, L'ARTE NELLO SPAZIO IN DIVENIRE

SGALLERY, L’ARTE NELLO SPAZIO IN DIVENIRE

Second Gallery di Expowall, è il secondo spazio espositivo di Pamela Campaner e Alberto Meomartini  e curato da Andrea Albanese dedicato alla fotografia, all’arte, al design e al vintage.

Uno spazio che cambia totalmente ogni tre mesi per renderlo sempre nuovo attuale in continuo rinnovo e movimento. Sono in vendita tutti gli oggetti  esposti non solo le immagini ma anche i componenti e i complementi d’arredo in cui sono immerse le fotografie. E’ un nuovo concetto di vivere l’arte, poterla apprezzare e acquistare. Un grande salotto dove ti siedi e consulti un libro, ascolti musica con casse bluetooth alimentate da petrolio come le vecchie lampade di una volta.

Il titolo dell’attuale allestimento fino a fine febbraio Unexpected Beauty” è una collettiva fotografica in cui le immagini sulle pareti incontrano l’arte moderna ed etnica: ci sono alcune immagini di Romano Cagnoni, Pietro Donzelli, William Batsford, Simone Sbaraglia, Giulio Cerocchi, Nicola Carignani.

 

L’obiettivo di questo nuovo spazio all’interno de La Casa di Vetro immerso in un’architettura industriale a Milano e’  sviluppare e potenziare l’eredità della fotografia. Il risultato è uno spazio che sembra  una casa, un salotto culturale che diventa galleria d’arte e insieme  concept store , dove gli artisti ospitati non restano bloccati alla galleria fine a se stessa ma convivono.

Le pareti cambieranno colore in base a nuovi allestimenti e mostre e temi,  così che ogni volta che ti capitera’ di passare da quelle parti non troverai mai lo stesso ambiente e le stesse opere. Ogni volta sara’ una storia nuova.  Pamela Campaner, Alberto Meomartini e Andrea Albanese racconteranno, con il loro coinvolgente entusiasmo, quanto l’arte debba essere alla portata di tutti.

Le fotografie della collezione sono sapientemente abbinate ai dipinti di Albanese, ma ci sono anche oggetti etnici assai curiosi poltrone vintage e vecchie radio posizionati con abilita’ e raffinatezza in mezzo ad opere di artisti che fanno dell’artigianato la loro arte. Come i bottoni o il  Bouquet di  Cinzia Mauri.

SGallery  esprime la voglia  di una galleria di casa, con uno stile smart, qualcosa di divertente e curiosa ed economicamente fattibile , per disperdere l’idea che l’arte,  la fotografia artistica, il complemento d’arredo e il vintage è per pochi privilegiati.

Come dice Pamela Campaner, “La fotografia è mista e abbinata a mobili, oggetti vintage, pezzi di design, sculture e dipinti. L’idea era di creare una vera e propria galleria di casa con un cenno a tutto ciò che riguarda lo stile di vita in generale “.

L’allestimento e’ stato curato e manualmente eseguito da Andrea Albanese e dal suo occhio artistico, che ha suddiviso gli spazi aperti con grande gusto, ogni tanto qua e la’ un suo quadro, rigorosamente senza titolo. Ha l’aria di un uomo libero, uno sguardo profondo e saggio, realizzato nelle sue forme d’arte piu’ svariate complesse e semplici.

Ruba la frase a Picasso:”Quando l’ispirazione arriverà, mi troverà lavorando” …..e’ quello che gli ho visto fare durante l’allestimento.

Ama i materiali di recupero, per ridare vita a ciò che si butta o che non si vuole più.

Non c’e’ da stupirsi quindi di entrare e rimanere affascinati, fare un primo giro e poi farne un altro, soffermarsi, riflettere, pensare e farsi attrarre da ogni oggetto. Avvicinarsi, guardarne le forme, i colori, i soggetti. Rifare ancora un altro giro e….. stare.

 

 

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UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

di Michelle Kling Hannover  

Nell’articolo precedente  che raccontava l’apertura del Carre’ Club Hermes a Milano vi chiedevo se sapete come si riconosce un foulard Hermes.

 

Vi svelo l’arcano mistero, salvo che non andiate in un negozio Hermes!

Altrimenti,  e’ importante perche’ ci sono tanti negozi che vendono oggetti meravigliosi vintage e puo’ capitarvi tra le mani uno splendido foulard che vi attira per i colori, o perche’ e’ proprio quel colore che cercate da anni, oppure perche’ solo vi piace e pensate che sia un Hermes originale. Capita  un’amica che indossa un meraviglioso foulard e, la curiosita’ e’ donna, pensate sia un Hermes….ma come riconoscerlo?

 

In tanti hanno imitato la Maison, ma le caratteristiche di rifinitura degli splendidi foulard Hermes sono riconoscibili solo ad occhi esperti.

 Un foulard Hermes è unico perche l’orlo viene fatto all’esterno , a mano da sarte specializzate, le cosidette “roulotteuses” se guardate bene  al rovescio si possono vedere i punti .

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

Un carrè Hermes è il regalo piu prezioso che si possa fare. Elegante, semplice, raffinato, destinato a correggere e o valorizzare una mise  creando un look sorprendente.

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

 

 

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IL CARRE’ CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

UN FOULARD HERMES SAI RICONOSCERLO?

IL CARRE’ CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

articolo di Michelle Kling Hannover  

 

Come la mitica maison cartesiana, quadrata valorizza un suo prezioso prodotto  il carrè.  Semplice operazione marketing ? Direi leggermente piu fantasiosa  e meravigliosamente attualizzata  e così permette al pubblico di entrare in un mondo favoloso ma moderno e concreto.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
E’ cosi che Milano e’ stata scelta come tappa della mostra itinerante dopo New York, Los Angeles, Toronto .

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Si entra nel Palazzo Bovara  di Corso Venezia , dove l’enorme spazio di un piano intero ha permesso di dare libero corso a tutti gli aspetti piu insoliti intorno al tema carrè inventati da geni della comunicazione creativa , un team particolarmente allenato a dare il massimo per una riuscita che sorprende anche chi e abituato a tovarsi in eventi strepitosi.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
Si passa dai racconti sul foulard, alla sala giochi soffermandosi per le varie fasi della realizzazione del carrè in seta con un oggettistica originale, manicure tatuaggi e parrucche, polaroid e ritratti, agguingono un bel tocco di femminilità per le signore di ogni età . I tavoli stampati Hermes invitano a fare una sosta per degustare le prelibatezze finger food e Champagne Roederer  graziosamente serviti da ragazzi che indossano grembiuli imprimes .

 

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Tutto respira i colori e quasi quasi si  percepisce il fruscio della seta , dalle tute della prossima collezione che indossano le hostess ai carrè che fanno da divisa a tutti gli organizzatori.

Tanti foulard gelosamente custoditi che hanno attraversato e  superato tutte le mode possibili e immaginabili .

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO

Vi racconto una mia esperienza :  tanti anni fa arrivo con un volo transatlantico , ma  mi avevano smarrito la valigia , ed eratroppo tardi per comprare un vestito da sera; un lampo  di genio e una grande fortuna mi fanno trovare alcuni
foulard Hermes e riesco con tante spille da balia a costruirmi uno splendido abito lungo. Drappeggiato per andare al ballo.

IL CARRE' CLUB HERMES ARRIVA A MILANO
Un carrè Hermes è il regalo piu prezioso che si possa fare. Elegante, semplice, raffinato, destinato a correggere e o valorizzare una mise  creando un look sorprendente.

Ma in tutta questa storia, lo sapete come si riconosce un foulard hermes ?

Aspetto le vostre risposte

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CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL’ANIMO POETICO GIAPPONESE

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL’ANIMO POETICO GIAPPONESE

“Salvare l’ora”

 

E’ una mostra intima che nasce “nell’esperienza chiusa del male di vivere e della malattia del corpo, quando il tempo si pone come termine ultimo, chiudendo apparentemente ogni apertura verso il senza fine del futuro” (G.Chiaramonte).

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

Obbligato dall’immobilità a rinunciare a piazzare il cavalletto e al tempo lungo dell’attesa e della contemplazione, Chiaramonte, si fa trovare dalle parole aprendo per ognuno di noi un nuovo modo di vivere la sua fotografia: quello dell’istante.

Inaugurazione e’ avvenuta il 15 novembre in Expowall  Gallery, in via Curtatone, 4 a Milano, nel cuore della vecchia città. Gia’ protagonista durante Expo 2015 per la costruzione di un muro in tempo reale fatto da fotografie di Instagram dei visitatori di Expo, oggi e’ un centro per la riflessione e la divulgazione della fotografia a Milano grazie   a Pamela Campaner co-founder di Expowall Gallery

Apre la serata Alberto Meomartini, emozionato davanti ad una galleria piena piena di gente e introducendo l’artista non come tale ma come amico e sottolineando la giornata speciale per un ritorno atteso e fortunato.

Poi Umberto Fiori poeta, 40 anni di amicizia con Chiaramonte, racconta che di solito con le foto dell’artista sparse sul letto, e’ lui che s’immerge nelle immagini per trarne poesia.

Questa serata, quest’occasione, questo libro e’ uno “scippo” ricco d’amicizia e affetto che Chiaramonte fa a Fiori perché e’ il fotografo che diventa poeta attraverso la metrica giapponese Haiku.

 

CHIARAMONTE IL FOTOGRAFO DALL'ANIMO POETICO GIAPPONESE

 

Tre versi per rendere un’immagine essenziale, per scrivere un pensiero dell’anima che diventa percezione. Difficilissimo esprimere in tre brevi righe la profondità, l’innovazione, la percezione, l’anima di un pensiero, quello che ha fatto cogliere quel preciso scatto, con quella luce e quella angolazione, quelle ombre e quel soggetto.

L’Haiku non ha titolo, e’ semplice, e’ una sintesi tra pensiero e immagine cristallizzandone i particolari in quel preciso attimo, o frazione di attimo tanto quanto e’ il tempo dello scatto fotografico.

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 Cito l’ Haikai di Mario Chini che mi sembra racchiudere questa bellissima serata

In tre versetti
tutto un poema, e, forse,
tutta una vita

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Rinnovamento e innovazione mirano a quella trasformazione che permettono alla vita di affrontare e superare i momenti bui . e per tanto far emergere  soluzioni vitali nuove .

E quindi la vita sopravvive soltanto facendosi opera d’arte di se stessa.

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Chiaromonte sostiene che a prevalere è la riflessione, la meditazione i cui temi sono tempo, spazio, infinito, silenzio, dio, meditazione cuore, anima, ombra, , luce, pensiero come  sguardo; lo sguardo e’ quello attraverso l’obiettivo

A sua volta lo sguardo chiama l’infinito che ci ascolta e si fa trovare.

Lo sguardo chiama, quindi diventa voce.

L’infinito non è visione tecnica ma ascolto della voce dello sguardo, quindi ascolto attivo per farsi trovare. L’occhio chiama e l’infinito gli corrisponde.

Nel libro affiorano le parvenze del mondo attraverso la fotografia.

Quindi il visibile nasce da un appello per dare una risposta.

“Dove  il pensiero

s’interrompe in frantumi

 inizia l’altro”.

 

Ricorda l’artista quando negli anni 68/70 si trovava in Sicilia sull’ Etna oltre 3000 mt. di altezza Sorride mentre racconta rivivendo quell’esperienza.

“ Trovai un posto x il mio sacco a pelo ma nessuno mi disse che la terra a quell’ altezza tremava e fui scosso dal rimbombo della terra.” Prende una pausa  e dichiara:”Nel l’infinito come fai a star fermo?”

Continua: “Mi addormento ma ero circondato da lava. Mi sveglio e mi trovo la via lattea.

Ecco, la foto nasce li.

Ero in mezzo a due infiniti.

Galassia, Etna, terra mi abbracciavano, alberi, pianeta tutto insieme.

Era un’esperienza profonda. Tra me e fuori c’era un incontro tra parole e immagine ossia un parlare visibile.

Altrettanto quando mi capito’ di domandarmi quanto tempo avevo da vivere e il dolore era tremendo. Anche in quella occasione, in  un punto imprendibile dentro di me, c’è stato qualcuno che disse: “devi fare quella foto lì.”

 

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Bellissima la conclusione del suo intervento in cui dichiara

“Non ho inventato nulla ho solo messo insieme” . Questa esperienza, il libro, le fotografie, tutto insomma,  è divisa con tutti i miei colleghi con chi ha permesso la realizzazione di tutto ciò’ perché dalla condivisione della parola nasce l’opera umana perché L’ALTRO ESISTE!

Ad ognuno la propria riflessione su questa frase finale che chiude l’intervento di Chiaramonte.

L’altro e’ il male, la malattia, altro essere umano?

Queste riflessioni così profondamente uniche e umane nascono da un suo periodo difficile? Anche la sofferenza diventa INNOVAZIONE?

Ma….anche se  “L’altro mi vuol male, alla fine mi fa del bene”.

Uno spiraglio

Nel Male del mondo

Il tuo volto

Salvare l’ora raccoglie 63 istantanee, molto piccole ma potenti. A queste immagini Chiaramonte accosta gli haiku, brevi e raffinati versi che per il fotografo congiungono il tempo istantaneo e le infinite possibilità di incontrare il divino.

Inizia il giorno

Si sveglia il cuore e guarda

Inizia il mondo

 

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Chiaramonte racconta il suo percorso di dolore e rinascita tornando a esporre in galleria.

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Salvare l’ora è quindi anche il libro che e’ stato  presentato in anteprima in occasione dell’apertura di Milano Bookcity insieme al poeta Umberto Fiori.

GIOVANNI CHIARAMONTE

Salvare l’ora

Galleria Expowall

Via Curtatone 4, Milano

M3 Porta Romana/Crocetta

Durata: 15 novembre – 20 dicembre 2018

Orari e ingressi: da mercoledì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00 sabato ore 10.00 -13.00 domenica, lunedì, martedì e giorni festivi si riceve su appuntamento

INGRESSO LIBERO

Per informazioni: Expowall Gallery | +39 338 86 84 605 | info@expowallgallery.com

FOTOGALLERY

 

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