QF UN LUOGO FAMILIARE ANCHE PER EMANUELA GREGOLIN FOTOGRAFA

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Qf

e’ lo spazio CO-Working di via Procaccini 11 a Milano che ci ha ospitato la primavera scorsa per fare un percorso di JOB CLUB, un’esperienza unica e irripetibile. Il fatto che a distanza di più di 6 mesi io mi trovo a riparlare di QF vuol proprio dire che spazi e persone mi sono nel cuore e ho avuto modo di essere presente all’inaugurazione della mostra di fotografie di Emanuela Gregolin  “Points of View” terminata qualche giorno fa.

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Nella realtà  l’inaugurazione della  mostra era un pretesto per rivederci noi di Job Club e continuare una tradizione iniziata in primavera di trovarci, parlare di lavoro o altro ma sempre davanti ad un bicchiere di vino e qualcosa da spiluccare insieme, meglio se fatto in casa come una torta salata meravigliosa di Isabella, o il vino bianco ghiacciato imbottigliato da lei.

Più’ bello ed emozionante e’ stato ritornare li’ come se i mesi non fossero passati e rivedere il viso arrossato di Marta che col suo splendido sorriso ci apre la porta anche se e’ stanca e il traffico di una Milano piovosa ci ha fatto tardare parecchio sull’orario previsto.

Ma il piacere e l’emozione di rivederci ha “scavallato” totalmente l’orologio.

Per non smentire le abitudini abbiamo aperto un paio di bottiglie di quel bianco ghiacciato imbottigliato in cantina.

E dopo qualche parola di come sta andando e progetti o prospettive varie era inevitabile essere rapiti dalle fotografie per cui eravamo li’ con la scusa di un bicchiere di vino ghiacciato o viceversa.


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Formati diversi e rigorosamente in bianco e nero le fotografie di Emanuela che mi lascia stupita dalla sua bravura nel comunicare.  Coinvolgente l’allestimento che ha invaso tutti i locali di QF. Si perche’ QF rende partecipe i propri muri di qualsiasi cosa si faccia. Sta nella filosofia di Erika Martinazzoli (visual designer) e Raffaella Celi (psicologa), ideatrici di questi ambienti. Si sono incontrate al corso pre parto, tutte e due con tanto di pancione e hanno legato il loro futuro in un progetto di intese e di desiderio di voler fondere insieme vita professionale e quotidianità.

E il pupo dove lo metto, mentre penso al lato professionale del Co-Fondere?

E’ questo il bello di QF, la presenza dei bimbi. Del resto due libere professioniste che si ritrovano al corso pre parto si saranno domandate: “ Ma una volta che i nostri figli nascono come facciamo a conciliare lavoro e prole.?”

Niente di più facile per loro che pensare ad un CO-WORKING all’interno del quale c’e’ un QBABY e il gioco e’ fatto.QF UN LUOGO FAMILIARE ANCHE PER EMANUELA GREGOLIN FOTOGRAFA

 

E quindi non stupisce che tutte le persone che desiderano Co-abitare in un ambiente dove le scrivanie non finiscono dove finisce  il legno della propria ma proseguono sul legno della scrivania accanto,  pur occupandosi di altro, fanno scaturire legami inaspettati nei vari e diversi ambiti professionali. Non stupisce che le foto di Emanuela abbiamo invaso tutti i locali e che vicino alla zona bimbi siano state scelte immagini adatte anche ai più piccoli.

 

QF UN LUOGO FAMILIARE ANCHE PER EMANUELA GREGOLIN FOTOGRAFA

 

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Così non può mancarmi la voglia di farmi raccontare le immagini e le sensazioni che possono aver scaturito nell’artista la voglia di cogliere quell’attimo o quella inquadratura e m’immergo in un’intervista ad Emanuela che nella realtà e’…….

UN RACCONTO ATTRAVERSO LE IMMAGINI

 

«Posso dirti che per me la fotografia è diventata un mezzo importante per “raccontarmi”. Osservare ciò che mi circonda, nella vita di tutti i giorni o durante un viaggio, e bloccare un momento in un’immagine, significa per me bloccare una sensazione o un periodo particolare che posso vivere. – mi spiega –

Ad esempio ritrovo in alcune mie foto, la voglia di prendersi una pausa e osservare da altri punti di vista la vita stessa, il bisogno di fermarsi, guardare e decidere. In altre la voglia di spensieratezza, la voglia di giocare, di lasciar andare ogni sorta di schema imposto dalla società. In altre ancora, una forte voglia di guardare oltre, lontano e cambiare quegli aspetti della vita che non sentiamo più nostri e accendere la scintilla, come un fuoco d’artificio appunto o avere la capacità di fare il grande salto.

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La fotografia è un modo per condividere se stessi con altri, è dare un pezzo di sé in qualche modo.

Queste sono le mie foto oggi, diverse da ieri e da domani, perché si è sempre in evoluzione e alla ricerca di se stessi, e chissà cosa sarò domani, magari nulla di più rispetto ad oggi o magari una persona diversa, rappresentata da immagini distanti da queste. Chi può dirlo, rimane la curiosità di scoprirlo.

La fotografia diventa anche un diario, uno strumento per documentare i propri cambiamenti, i viaggi, le esperienze che lasciano anche solo un piccolo segno attraverso i propri occhi. E’ una continua ricerca, verso qualcosa di personale.

Spero di essermi spiegata in qualche modo…»

Eh come se ti sei spiegata Emanuela e ti ringrazio di esserti raccontata perche’ so bene quanto i fotografi, come gli artisti in genere, sono introversi nell’esporsi di sensazioni, attimi e sentimenti che bloccano nell’obiettivo o nello scalpello o nel pennello.

Ci salutiamo ed Emanuela mi dice:

«Ti ringrazio per l’attenzione che hai avuto verso le mie foto e per la voglia di “capire” che ho percepito.»

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Pagina Fb di Emanuela Gregolin e il suo sito

scrivi ad Emanuela

 

 

 

Inizia a pensarci!!!!

 

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